Dai furtarelli, agli scippi e alle rapine, l'escalation criminale del killer

Sergio, tra scippi, furti e droga
era il "terrore delle vecchiette"
Gli inquirenti: «È lui il killer di Cison»

di Roberto Ortolan e Alberto Beltrame

TREVISO - È stato probabilmente un bambino affettuoso come tutti Sergio Papa, arrestato ieri all’alba con l’accusa di aver trucidato, con la furia di un boia, il pensionato Loris Nicolosi e la moglie Annamaria Niola. Ma la sua biografia parla per lui: da quando si è dato a furti e rapine, una decina di anni fa, la violenza vigliacca è sempre stata al suo fianco. Esplodendo sanguinaria quando ha sgozzato Loris e pugnalato al cuore Annamaria. Le cronache lo citano dal gennaio 2008: ha 25 anni ma la metamorfosi è compiuta. Presenta un identikit criminale che mette paura. E la sua vita sull’orlo del baratro inizia con le rapine alle nonnine. Ha bisogno di soldi, forse per pagarsi la droga. Si merita subito l’appellativo di “terrore delle vecchiette”. Dopo un estenuante inseguimento sull’argine del Monticiano, i carabinieri lo individuarono, arrestandolo.

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L'allora 25enne Papa  una volta con le manette ai polsi cambiò radicalmente faccia. Tanto spietato quanto remissivo, quasi contento di finire in carcere: «Così adesso - disse ai carabinieri - avrò un tetto sulla testa e due pasti al giorno assicurati». Ma quella vita borderline non era frutto di una disgrazia, di un tiro mancino del destino. Sergio alle spalle aveva una famiglia normale. E così il giorno dopo il giudice, ritenendo non ci fossero i presupposti per il carcere, lo rimandò a casa, visto che un’amica garantì per lui, ospitandolo. Viste le premesse per lui era solo questione di tempo per ritrovarsi davanti a un giudice. Non passa nemmeno un mese e Papa mette a segno un altro scippo. Patteggiò la pena: un anno sospeso. Ma la violenza resta  il suo pane. La Polizia, che lo teneva d’occhio  e gli trovò in auto un coltellaccio. E per lui arrivò un’altra condanna. 

Negli anni successivi Papa continua a far parlare di se per episodi di violenza, furti, spaccate su auto, resistenza ai carabinieri, minacce di morte ai vicini di casa. È  sempre più fuori controllo. Poi uscì dai radar dei tribunali. Sembrava aver ritrovato l’equilibrio. Almeno fino a ieri notte quando i carabinieri hanno deciso di fargli scattare le manette ai polsi. 

 
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Domenica 11 Marzo 2018, 00:14






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5 di 96 commenti presenti
2018-03-12 19:40:13
E' da giorni che ne sento di tutti i colori... Abbiate la decenza di ottenere qualche prova prima di rappresentare ipotetiche situazioni, qualunque cittadino dovrebbe essere innocente fino a prova contraria...questo
2018-03-15 07:11:25
No ma sai...ai commentatori del Gazzettino piace essere giudici e investigatori allo stesso tempo. Loro sanno già tutto, ed hanno già la verità in tasca. Specialmente se si tratta di stranieri
2018-03-12 07:37:57
Essere di "buona famiglia" non e' una garanzia assoluta.Poi si fanno incontri con altri che ti fanno vedere una versione della vita piu' movimentata ed avventurosa.I prcedenti soggiorni in carcere non gli hanno fornito strumenti e rieducazione, anzi lohanno resopiu' furibondo...sempre con vecchietti e vecchiette o vetri inermi..Non ha mai incontrato quelli giusti.
2018-03-12 07:23:36
Sembra che il ragazzo avesse fatto dei lavori sulla casa . Secondo me il vecchio approfittando della condizione di emarginazione lo aveva preso in giro alla richiesta di pagamento . "Va la che no te pago , te xe soltanto un droga' , chi vuto che te creda..."
2018-03-11 19:15:49
E' stato lui con ogni probabilità... Però - conoscendo i nostri inquirenti - potete star certi che se il figlio delle vittime (con cui aveva rapporti conflittuali) fosse stato non in Germania ma qui, sarebbe già al gabbio con accuse pesantissime e provatissime e tutti qui vorrebbero la sua testa.