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Selvaggia Lucarelli e lo scontrino più caro se si paga il gelato con il Pos. E arriva anche la replica

Martedì 2 Agosto 2022 di Claudia Borsoi
Selvaggia Lucarelli e lo scontrino più caro se si paga il gelato con il Pos
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VITTORIO VENETO (TREVISO) - Due ordinazioni identiche a distanza di pochi minuti, ma con importi differenti. O meglio, una maggiorazione del 3% per quella pagata con metodo elettronico. Il caso finisce all’attenzione della giornalista ed opinionista Selvaggia Lucarelli, che ieri pomeriggio, sulla sua pagina Facebook, ha voluto raccontare con un video la vicenda, con tanto di replica del pubblico esercente raggiunto telefonicamente. Sotto alla lente sono finiti due scontrini emessi domenica 31 luglio dalla gelateria Flaminio di piazza Flaminio, a Serravalle. Il primo scontrino, staccato alle 17.21, riporta le voci “normale” 3 euro e “granita siciliana” 2,60 euro, per un totale di 5,60 euro a cui si aggiungono 0,17 euro indicati come “maggioranza 3%”, quindi un totale complessivo di 5,77 saldati con pagamento elettronico come precisa lo scontrino. Il secondo, sempre per un “normale” e una “granita siciliana” indica un totale complessivo di 5,60 euro pagati con denaro contante alle 18.04.

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Gelato più caro se si paga con il bancomat

«Gelateria di Vittorio Veneto, Treviso. Due conti identici, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Quello pagato con carta di credito con una maggiorazione del 3%. Chiamo la gelateria e la scusa è: io posso decidere di fare lo sconto anche ai biondi. Sentire per credere», scrive in calce al video Lucarelli. Un video-racconto che in pochi minuti, ieri pomeriggio, ha ottenuto centinaia di commenti e decine di condivisioni. Diviso il popolo della rete, anche se molti si sono schierati con il gelataio: «Fatto bene, doveva chiedere di più», «Per 5 euro tante storie, poteva usare i contanti», «Solo in Italia ci fanno pagare le commissioni per il pagamento pos».


La risposta del gelataio


«Io faccio girare l’economia, quell’influencer, che al telefono non si è nemmeno presentata come tale, né come giornalista, mi fa girare altro» sbotta il titolare della gelateria. E aggiunge: «Il cartello parla chiaro: “Dal primo luglio verrà applicato un aumento del 3% su tutti i prodotti a listino”. C’è forse scritto per i pagamenti con il pos? No! Io vivo di lavoro materiale, mantengo una famiglia. E devo fare i conti con ingenti aumenti dei prezzi delle materie prime. Un esempio? Una busta di cucchiaini in plastica prima costava 5,60, ora perché sono compostabili 37 euro. Il latte è passato da 87 centesimi a 1,90, lo zucchero da 0,66 a 1,30 euro, l’inulina da 3,80 a 12,50 euro – dettaglia fatture alla mano -. Di una pallina (che qui costa 1,50 euro) tolte le spese di produzione, le tasse, l’iva e le spese per la corrente mi rimangono 20 centesimi». E la differenza tra i due scontrini? «Io posso fare uno sconto a chi voglio?».


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Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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