Scuole: Covid, contagi in 200 classi e riscaldamento bloccato a 19 gradi

Giovedì 29 Settembre 2022 di Mauro Favaro
Scuole e Covid
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TREVISO - Abbassare il riscaldamento nelle scuole di un paio di gradi per ridurre le spese e aprire periodicamente le finestre delle classi durante la giornata per limitare il rischio di contagi da Covid. Sono le due direttive all'interno delle quali la Provincia, ente che gestisce 100 edifici delle superiori, sta cercando un difficile equilibrio. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro tra i vertici del Sant'Artemio e i presidi degli istituti trevigiani. L'indicazione sul riscaldamento arriva dal ministero. I termosifoni delle scuole verranno accessi a partire dal 15 ottobre. «Scenderemo a 19 gradi, come prevedono le linee guida ministeriali spiegano dalla Provincia i ragazzi potranno eventualmente mettersi un maglione in più. Il problema è che aprendo periodicamente le finestre per aerare gli ambienti si rischia di dover consumare comunque di più». E non è una cosa da poco.

COSTI

La Provincia ha stimato un aumento dei costi energetici pari a 3,5 milioni di euro all'anno. Per un totale che arriverà a sfiorare i 7 milioni. Il presidente Stefano Marcon l'ha detto più volte: «Non lasceremo i ragazzi al freddo». Quel che è certo è che le finestre dovranno essere aperte. Anche perché i numeri del Covid continuano a salire. Ad oggi il virus è entrato in 286 classi: 42 dell'asilo, 92 delle elementari e 152 tra medie e superiori. Oltre all'isolamento domiciliare per la persona contagiata, sotto ai 6 anni non cambia nulla. Dalla prima elementare in poi, invece, più di 3.600 bambini e ragazzi continuano ad andare a scuola indossando obbligatoriamente la mascherina Ffp2 per dieci giorni. E non mancano le quarantene anche tra gli insegnanti: nelle ultime due settimane il Planck di Lancenigo ha contato 6 casi, al Palladio e al Mazzotti di Treviso sono due e così via. «Ci sono classi falcidiate per i docenti colpiti dal Covid. Ma mi auguro che la cosa rientri tra le normali malattie che purtroppo colpiscono tutti, senza che si verifichino i fenomeni visiti negli ultimi due anni fa il punto Barbara Sardella, dirigente dell'ufficio scolastico di Treviso in questi casi si tratta di supplenze brevi, che vengono coperte direttamente dalle scuole. Per quanto riguarda le nomine dei supplenti annuali, invece, speravo un po' meglio. Un passo in avanti, comunque, è stato fatto. L'anno scorso eravamo arrivati alla trentesima chiamata. Adesso siamo alla quarta. Speriamo di finire presto».

MASCHERINE
Dall'inizio di ottobre, poi, cadrà anche l'obbligo di indossare le mascherine a bordo di autobus, corriere, scuolabus e treni. «Non ci sono problemi tenuto conto che già adesso non sono più obbligatorie in aereo», dice Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca. Si sta facendo il possibile per rendere il Covid endemico, senza contraccolpi. Il totale dei contagi sta progressivamente crescendo. Solo ieri sono stati confermati 905 nuovi casi nella Marca. E sono tornati a essere oltre 6.100 i trevigiani in isolamento domiciliare. Mentre le vittime trevigiane hanno superato quota 2.500 in poco più di due anni e mezzo di epidemia. «Le positività stanno aumentando conferma Benazzi ma fortunatamente la variante Omicron 5 appare come meno incisiva, creando meno patologie legate all'apparato respiratorio«. Al momento sono 44 i pazienti positivi ricoverati negli ospedali della Marca. Esattamente come l'anno scorso in questo periodo. «Vengono ricoverate persone anziane con pluri-patologie. L'obiettivo principale oggi è fare in modo che queste non vengano contagiate sottolinea il direttore generale dell'Usl è necessario che le persone anziane e quelle fragili si vaccinino con la quarta dose booster. E che i giovani stiano attenti a indossare la mascherina quando vanno a trovare i nonni». Le vaccinazioni con il bivalente, aggiornato a Omicron 1, stanno lentamente aumentando. Martedì si è arrivati a quota 350. «La lieve risalite del virus sta sensibilizzando in questo senso«, evidenzia il direttore. Intanto sempre martedì c'è stato l'incontro tra l'Usl, i medici di famiglia e i pediatri per organizzare la nuova campagna vaccinale contro l'influenza stagionale. Si partirà dopo il 25 ottobre. «Faremo una grande campagna di comunicazione conclude Benazzi è stata fissata una quota di copertura del 75% delle persone a rischio. Non sarà facile. Ma credo che la gente si stia rendendo conto che dopo due anni con pochi casi di influenza stagione è necessario proteggersi».

 

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