La scuola No vax a Povegliano: controlli in arrivo Come funziona e da chi è gestita

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Mauro Favaro
La scuola No vax a Povegliano
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POVEGLIANO (TREVISO) - La scuola alternativa no Pass che è stata aperta di punto in bianco in una vecchia casa di Povegliano finisce al centro di una serie di controlli incrociati. La prima a voler far chiarezza in merito al rispetto delle misure di prevenzione contro la diffusione del coronavirus è l'Usl della Marca. «Valuteremo tutti gli eventuali controlli con il servizio Igiene e sanità pubblica spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell'azienda sanitaria se il servizio offerto in un ambiente prevede che si ritrovino regolarmente più bambini devono essere rispettati requisiti precisi in termini di spazio, luminosità e bagni». Anche il sindaco Rino Manzan vuole capire se tutto è in regola. 

Scuola no vax a Povegliano

Il primo cittadino, non vaccinato contro il Covid ed esplicitamente contro il Green Pass obbligatorio, ieri ha aperto senza mezzi termini all'attività della scuola alternativa messa in piedi attraverso il sistema dell'educazione parentale. Ma questo non vuol dire sorvolare su eventuali nodi. «Sono stato il primo amministratore a lanciare il Controllo del vicinato dice il sindaco figuriamoci se non intendo vigilare sul fatto che tutto venga fatto a regola d'arte». In questo caso potrebbe toccare alla polizia locale. Fino ad ora, però, non sono arrivate richieste in tal senso. E c'è anche chi pensa che sarebbe necessario un intervento della Prefettura per chiarire la questione. «Se viene sfruttato un vuoto normativo, l'argomento va affrontato a livello generale», trapela dal municipio. 

Nella stessa giunta di Povegliano, però, non manca chi la pensa in modo diverso. «La posizione del sindaco su vaccini e Green Pass è personale, non condivisa dalla giunta prende le distanze Ennio Martignago, assessore del Pd all'ambiente e alle attività produttive io sono pro vaccinazioni, così come gran parte della popolazione di Povegliano».

Scuola no pass, come funziona

Nella vecchia casa di vicolo Zanella, laterale di via Molinella, è stata aperta una nuova sede di Real human rights, associazione con base a Gruaro (Venezia) che stando allo statuto, tra le altre attività, finanzia anche studi allopatici e alternativi per la ricerca medica, compresa la loro diffusione. Da qui continuano a ripetere che è tutto in regola. Da lunedì una trentina di bambini raggiungono l'edificio ogni mattina alle 8.30 per poi lasciarlo verso le 13.30. Come mai non vanno nelle scuole pubbliche o private? Perché i genitori hanno singolarmente scelto l'educazione parentale. E quando devono andare a lavorare li affidano ai volontari nella casa. «È una scuola No-Vax», dicono diversi residenti. Nella nuova sede di Real human rights, dopotutto, confermano senza mezzi termini di vedere il Green Pass obbligatorio come una discriminazione intollerabile. «Ma la nostra non è una scuola. Bensì un circolo ricreativo privato specificano gli stessi volontari diamo una mano alle famiglie iscritte, non solo accogliendo i bambini ma anche con altre attività. Lo stesso discorso, ad esempio, può valere per le persone anziane e così via». Ieri Anita Avoncelli, assessore all'istruzione, ha provato a rendersi conto di persona della situazione. La sede dell'associazione, però, era chiusa. «Ci è stato riferito che vengono offerti servizi di sostegno alle famiglie tira le fila ma porteremo avanti tutte le verifiche necessarie».

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA