Save e voli sulla città: «Le rotte sono sicure non ci sono passaggi radenti»

Lunedì 28 Novembre 2022 di Paolo Calia
Save e voli sulla città: «Le rotte sono sicure non ci sono passaggi radenti»
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TREVISO - «Trasferire l’attività dell’aeroporto Canova in quello militare di Istrana? Ipotesi fantasiosa». I voli radenti sulla città? «Non vengono fatti. Gli aerei si muovono in corridoi, in coni ben specifici, e non si possono spostare da lì. Sono tracciati decisi e approvati dagli organi controllori. Magari ci sono dei margini, ma lì devono stare. Non c’è discrezionalità da parte dei piloti». Davide Bassano, responsabile della sostenibilità degli scali gestiti di Save, risponde con grande pacatezza ma con altrettanta fermezza alle accuse mosse contro l’attività dell’aeroporto Canova. Proprio venerdì il comitato contro i voli radenti sulla città, guidato da Valdo Tamantini, ha depositato a Ca’ Sugana una petizione di 551 firme per chiedere che i piloti evitino le virate troppo strette che portano gli aerei in fase di decollo a sorvolare a bassa quota in città. Inoltre, in un documento di nove pagine, il comitato propone anche di trasferire l’attività del Canova nell’aeroporto militare di Istrana definendolo più adatto per dimensioni, distanza dalla città e collegamenti. Ipotesi che però il dirigente di Save boccia su tutta la linea.

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IL TRASLOCO
«L’opzione di Istrana è abbastanza fantasiosa - ripete Bassano - primo perché parliamo di un aeroporto militare. Ci sono voluti diversi anni perché l’aeroporto di Treviso diventasse commerciale quando precedentemente aveva una finalità preminente militare, andata scemando passando proprio a Istrana. Che adesso Istrana possa diventare un’opzione in alternativa a Treviso, in questo momento mi sembra abbastanza remota come possibilità». Ma l’opzione Istrana resta per Save poco giustificabile anche dal punto di vista pratico: «L’aeroporto di Istrana non è in mezzo al nulla, nel deserto - osserva il dirigente - ha intorno a sé dei centri abitati e anche importanti. E sono sia laterali all’aeroporto che sulle direttrici di atterraggio e decollo. Dal punto di vista ambientale non è detto che la situazione sia destinata a migliorare rispetto a quella attuale. Direi che la proposta di portare il Canova lì è veramente singolare». Marco Pinzi, presidente di Aertre, non risparmia poi una battuta: «Il comitato ha presentato 551 firme per spostare il Canova? Sono sicuro che ce ne sarebbero pronte 552 di cittadini di Istrana che, invece, chiedono che tutto rimanga com’è».


I SORVOLI
Altra questione contesa sono i sorvoli sulla città, troppo spesso ritenuti una scelta discrezionale da parte dei piloti: «Anche questa osservazione è abbastanza strana - continua Bassano - l’aviazione commerciale si muove su corridoi, spazi fisici di atterraggio e decollo approvati da Enac e gestiti da Enav in termine di avvicinamenti, decolli e aerovie. Inoltre parliamo di aerei che per la maggior parte del tempo sono tutti condotti strumentalmente, solo in fase iniziale e finale il pilota prende in mano l’aeroplano e lo porta a terra o lo fa decollare». Insomma: è tutto codificato, nulla viene lasciato al caso, men che meno al libero arbitrio di un pilota. «Pensare che un aereo con passeggeri a bordo segua in maniera assolutamente discrezionale, al di fuori delle procedure approvate, un percorso di avvicinamento a un aeroporto, passando sopra centri abitati fregandosene di quelle che sono procedure approvate e autorizzate dagli enti di controllo, non penso sia possibile». E lo stesso vale per i voli radenti: «Non vengono fatti. Ogni aereo in volo segue un tunnel, è in un cono ideale all’interno del quale deve restare. Vero: non è una bici e ha un certo margine, ma non si può spostare da lì. Pensare che un pilota, a bordo di un aereo, possa decidere discrezionalmente di seguire percorsi diversi da quelli che gli enti di controllori hanno già approvato, mi lascia perplesso».

Ultimo aggiornamento: 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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