Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Gli 007 del governo fermano la cessione della Applied Materials di S. Biagio: «No ai cinesi»

Giovedì 30 Giugno 2022 di Paolo Calia
Gli 007 del governo fermano la cessione della Applied Materials di S. Biagio: «No ai cinesi»
2

TREVISO - I servizi di intelligence a tutela dell’economia, soprattutto in regioni dove prolificano aziende specializzate in settori strategici come energia, elettronica, componenti per auto, informatica come il Veneto e, nello specifico, il trevigiano. Non a caso, a novembre 2021 il Governo, proprio sulla spinta delle informazioni raccolte dai “servizi”, ha bloccato la cessione di un’azienda di San Biagio, la Applied Materials Italia, ex Baccini, alla cinese Zhejiang Jingsheng Mechanical. Motivo? La tutela della sicurezza nazionale: l’azienda opera nel campo fotovoltaico e quindi del silicio cristallino, settore vitale quando si parla di utilizzo delle materie prime. L’acquisizione da parte del colosso asiatico, secondo il Governo, avrebbe potuto avere conseguenze nel settore strategico dei semiconduttori. Da qui lo stop, arrivato direttamente dal presidente del Consiglio Mario Draghi che ha utilizzato il “Golden power”, strumento giuridico a disposizione dell’esecutivo per bloccare la vendita all’estero di settori ritenuti strategici. Stesso intervento anche a Pordenone, dove a essere bloccata è stata la cessione, sempre a un colosso cinese, di una piccola aziende specializzata in droni, venduti anche al settore militare.
LO SCENARIO
Questo sono alcuni dei casi emersi nel corso del simposio mondiale dei servizi di informazione e intelligence ospitato a Treviso la scorsa settimana. I vertici degli 007 dei paesi Nato e non solo (150 operatori e dirigenti dei servizi segreti di 21 nazioni legate alla Nato tra cui Israle, Svizzera, Emirati Arabi), si sono incontrati nella Marca per fare il punto sull’intelligence e sulla sua utilità soprattutto al di fuori degli ambiti militari. «L’intelligence non riguarda più solamente la sicurezza nazionale», ha spiegato Craig Gruber, tesoriere della Iafie l’associazione Internazionale per l’educazione all’Intelligence che ha curato l’evento, durante l’appuntamento finale del simposio organizzato a Roma, alla Camera dei Deputati, per tirare le fila degli incontri avvenuti nella Marca. L’attenzione adesso è rivolta alla tutela del mondo economico.
GLI OBIETTIVI
Sabrina Magris, presidente di Ecole Universitarie Internationale e conference chair di Iafie, organizzatrice del simposio assieme a comune di Treviso, Provincia e Fondazione Cassamarca, sottolinea che ormai il ruolo dei servizi segreti è fondamentale per tutelare quelli che, in termine tecnico, vengono definiti “asset strategici”. E in questo campo le insidie sono notevoli: dallo spionaggio industriale, agli attacchi hacker, fino alla cessione di imprese che rischiano di disperdere conoscenze fondamentali in settori delicati. Proprio come accaduto nel caso dell’ex Baccin. «L’intelligence ha un ruolo molto tecnico - spiega Magris - e lavora per tutelare la sicurezza dei cittadini e anche delle aziende, sopratutto in un periodo in cui sono stressate dalla presenza di grandi competitor internazionali. C’è uno strumento giuridico, la Golden power, che consente al Governo di intervenire nelle trattative tra privati, soprattutto quando si tratta di aziende che mantengono in piedi il tessuto economico o il concetto di sicurezza nazionale». E la “Golden power” non potrebbe essere utilizzate senza un flusso costante di informazione e di analisi elaborate dagli specialisti. 
GLI INCONTRI
Sostenitore di Treviso come sede di questi tavoli tra esperti dei “servizi” è stato Gian Paolo Gobbo, vicepresidente della Fondazione Cassamarca: «Il fatto che sia stata scelta Treviso e il Veneto per un appuntamento così importante, ci rende orgogliosi. Del resto qui abbiamo la storia della Serenissima, la prima già nel 1300 a utilizzare l’intelligence per difendere i propri segreti commerciali». Alessandro Manera, assessore all’Ambiente, sottolinea anche un altro aspetto: «Assieme alla Provincia e al presidente Marcon, abbiamo garantito lo svolgimento di un incontro importante come questo nella massima riservatezza (i lavori si sono svolti in un auditorium Appiani particolarmente sorvegliato ndr). Abbiamo ospitato le delegazioni, organizzato gli eventi, curato ogni dettaglio. E avere 250 persone in città per un appuntamento come questo non è una cosa da poco. Treviso ha così acquisito un credito internazionale non indifferente. Non mi stupirei se, tra qualche anno, grandi multinazionali del livello di Apple scegliessero la Marca per organizzare i loro grandi eventi».

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 12:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci