​Cancellato il volo della vacanza. Coppia abbandonata in aeroporto

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​Cancellato il volo della vacanza: coppia abbandonata in aeroporto. In 200 restano a piedi con Ryanair

di Damiano Tormen

TREVISO - Da volo in ritardo a volo cancellato. Quando la vacanza sparisce in un attimo. Neanche Kafka avrebbe saputo scrivere una storia simile a quella capitata a due ragazze bellunesi, domenica notte. Ma solo perché il celebre scrittore non conosceva l'esistenza di Ryanair. Fatto sta che la vicenda successa a Paola e Anna (e ad altre 200 persone, tutte aspiranti passeggere del volo Treviso-Malaga) è davvero surreale. Perché vedere un volo in ritardo desta qualche fastidio; vedere un volo cancellato fa arrabbiare; ma doversi trovare una soluzione di viaggio alternativa in modalità fai-da-te, con l'aeroporto che chiude e non risponde alle domande, è qualcosa che va ben oltre la soglia dell'umana sopportazione. Probabilmente neanche il Dalai Lama sarebbe riuscito a restare impassibile, se fosse stato al Canova, domenica sera.

Tutto comincia con il sorriso sereno di chi va in vacanza. Con valigia al seguito e con un biglietto aereo Ryanair che dice Treviso-Malaga 20.45. Del resto, anche Ulisse, prima di cominciare la sua Odissea, era felice perché stava tornando a casa. «Abbiamo fatto il check-in e ci siamo messi in attesa al gate -racconta Paola- Attorno alle 20.30 è uscita la prima indicazione del ritardo: anziché alle 20.45 ci è stato detto che saremmo partiti alle 21.05». Niente di strano. Se non fosse che l'entità del ritardo aumenta minuto dopo minuto. E sul monitor dell'aeroporto scorrono orari via via diversi. «Siamo arrivati fino all'indicazione delle 21.35 - continua Paola - Abbiamo chiesto informazioni e ci è stato detto che l'aereo in arrivo da Malaga e pronto a tornarci, il nostro, non poteva atterrare per via del temporale. Alla fine siamo rimasti fermi lì per due ore. Poi alle 22 ci è stato detto che il volo era stato cancellato e che l'aereo in arrivo da Malaga e pronto a ripartire era atterrato a Bologna e non sarebbe più decollato».

Notizia tragica per chi parte convinto di andare in vacanza. Ma anche per gli altri 200 passeggeri pronti a imbarcarsi. «Ci siamo fiondati subito in biglietteria per avere informazioni e per trovare un'alternativa, ma non ci è stata data nessuna possibilità. Ci è stato detto semplicemente che dovevamo arrangiarci a trovare una soluzione. Se ci organizzavamo con un volo alternativo, dovevamo pagarcelo. E poi, forse, avremmo avuto diritto ad un rimborso».

Difficile, per non dire impossibile, trovare un volo alternativo a mezzanotte, con gli uffici chiusi e i call center che non rispondono. «Siamo rimasti in aeroporto fino alle 3 di mattina, poi abbiamo trovato a gran fatica un taxi fino alla stazione di Treviso -conclude Paola- Siamo rincasate alle 7 di mattina. Ovviamente, vacanza addio».
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Martedì 15 Maggio 2018, 18:43






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5 di 35 commenti presenti
2018-05-16 23:35:57
Cioè, l'aeroporto di Treviso era chiuso per il maltempo (aereo dirottato su Bologna) e a mezzanotte nessuno è riuscito a trovare una soluzione alternativa perché erano tutti a dormire. Probabilmente avrebbero risolto tutto l'indomani mattina, forse. Quando un aereo non parte, e succede a tutti, si perdono le coincidenze, con tutte le compagnie. A me stava per capitare a Venezia, sono riusciti a riparare il guasto e ho preso il volo successivo per il rotto della cuffia. Non era una low-cost e sarebbe accaduto anche se avessi volato in business. Se l'aereo non parte sono tutti nella stessa condizione.
2018-05-16 16:45:26
Quando si vuol andare a visitare il mondo ma per farlo si vuol pagare il minimo succedono queste cose. Non sempre, ma spesso.
2018-05-16 12:59:44
prossima volta andate in vacanza a chioggia!
2018-05-16 12:28:28
Mai prendere un volo low cost che parta dopo le 14
2018-05-16 12:07:33
Solo quando lo Stato è assente, il tutto è stato delegato al privato. D'altronde una situazione leucemica come FIAT è ALITALIA, non è più sostenibile dai cittadini italiani. Ne consegue un un vuoto istituzionale. Questa compagnia aerea checché se ne dica, da un servizio ad un prezzo che altre non danno. Però di questi episodi, così nefandi e vergognosi, si stanno ripetendo con una certa frequenza. A mio modesto parere la cosa va regolata investendo il Ministero delle Infrastrutture e dei Tasporti, con il potere di di riproteggere l'utenza su un altro operativo. Il ripetersi del successivo inconveniente, comporterà il ritiro alla Ryanair della concessione di operare sugli aeroporti italiani.