Ritmi serrati in aeroporto. Dall'atterraggio al decollo no devono passare più di 25 minuti

Lunedì 28 Novembre 2022
Ritmi serrati in aeroporto. Dall'atterraggio al decollo no devono passare più di 25 minuti

TREVISO - Da quando la prima ruota tocca terra a quando si stacca per un nuovo volo, non devono passare più di 25 minuti. In questo arco di tempo l'aereo va ripulito e rifornito, i bagagli scaricati e caricati e così i passeggeri. Ovvio: se ci sono controlli da fare o sospetto di guasti, il cronoprogramma va a farsi benedire. Ma, nella normalità, questo è il ritmo che tiene una compagnia low cost come Ryanair e a questo ritmo si deve adeguare un aeroporto che la ospita, come il Canova. Federico Scanferlini, direttore del Canova, racconta con grande passione ed entusiasmo come si muove la complessa macchina dello scalo trevigiano. Ogni cosa ha il suo ritmo, il suo codice. Anche se non sembra, nulla è lasciato al caso: velocità e precisione sono fondamentali. Lo spiega al gruppo di trevigiani, una quarantina di persone, che ha aderito a Open Factory, l'iniziativa organizzata da Italy Post insieme a Touring Club Italiano con l'obiettivo di diffondere la cultura industriale e manifatturiera del nostro paese. Per loro si è trattato di un viaggio dietro le quinte di uno scalo in una qualsiasi giornata di lavoro.


I DATI

L'aeroporto Canova sta, un po' alla volta, raggiungendo i livelli di pre-pandemia. Nel 2019 il numero di passeggeri transitati ha superato i 3,5 milioni. Nei primi dieci mesi del 2022 sono stati 2,2: «Ma entro la fine dell'anno contiamo di arrivare a 2,8 milioni - sottolinea il direttore - riprendendo così l'85% di quanto fatto fino a prima della pandemia. Siamo molto soddisfatti dei livelli raggiunti». Treviso, nell'ottica di Save, si conferma il completamente ideale del Marco Polo di Venezia. Ormai il sistema è consolidato e i due scali si completano. La scelta di Ryanair di fare del Canova una sua base ha poi lanciato definitivamente Treviso nella panorama europeo dei voli commerciali. «Dal 2023 dovremmo tornare a regime - osserva Scanferlini - quindi oltre i tre milioni di passeggeri. Quello di Treviso, Venezia e Verona, si conferma uno dei sistemi aeroportuali più importanti in Italia». E tutto questo anche se il Canova, nel 2022, da tre compagnie è passato ad ospitarne solo due: Ryanair e Wizzair. Non c'è più la russa Pobeda: «A causa del conflitto in Ucraina, Pobeda che collegava lo scalo di Treviso con la Russia, oggi non opera più. Sono rimaste Ryanair, che rappresenta l'80% dei nostri movimenti, e Wizzair per i restanti. Pobeda occupava circa il 10% dei voli, compensati da chi è rimasto». La scalo di Treviso, direttamente, impiega circa 70 dipendenti ma, considerando l'indotto, coinvolge più tremila persone. E sullo sfondo c'è il Masterplan per migliorare l'aerostazione. Il primo passo sarà la realizzazione della passerella sulla Noalese, con l'inizio dei lavori previsto per i primi mesi del 2023. Poi manca la conformazione urbanistica del resto dei progetti per avviare l'intera operazione riqualificazione.


CURIOSITÀ
Uno dei cuori nevralgici del Canova è rappresentato dai controlli di sicurezza che precedono l'imbarco. E anche in un aeroporto trafficato ma di media grandezza come quello trevigiano, gli addetti devono fare fronte a diverse situazioni particolari. Negli ultimi mesi è capitato che, passando uno zainetto allo scanner, un addetto abbia trovato dei bossoli e delle pallottole sparse tra i vestiti. A un rapido controllo, eseguito non senza una certa apprensione, è stato tutto chiarito: si trattava del bagaglio di un cacciatore distratto che aveva dimenticato di lasciare a casa una parte della sua attrezzatura. Una distrazione che stava per costare un allarme terrorismo in piena regola.


P. Cal.
 

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