Rincari di luce e gas, allarme Federconsumatori: "Controlli sui prezzi dei generi alimentari"

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Paolo Calia
L'aumento del costo dell'energia potrebbe far schizzare anche i prezzi dei generi alimentari

TREVISO I primi segnali stanno arrivando. Agli sportelli delle associazioni dei consumatori, passate le feste, si stanno presentando cittadini stravolti dagli importi delle prime bollette di luce e gas. Aumenti del 40% e anche di più. Ma un conto è leggerli o sentire i servizi dei media, ben altro è vedere le cifre stampate nero su bianco dopo aver aperto le buste recapitate dal postino. «In questi giorni ci stiamo occupando di questi casi - ammette Claudia De Marco presidente della Federconsumatori di Treviso - degli aumenti in bolletta. Ce lo aspettavamo. Si parla di tariffe salite del 40%. Ma abbiamo anche casi di aumenti che rasentano il 100%». In pratica il doppio da un bimestre all’altro. Gli esempi non mancano e arrivano da più parti e parlano di bollette della luce da 80 euro arrivate a 200. «Al momento stiamo solo raccogliendo tutte le segnalazioni - continua Di Marco - nei casi di aumenti più evidenti, che ci sembrano eccessivi anche in questo periodo, abbiamo chiesto copia dei contratti per fare tutte le verifiche. Poi contatteremo le società di distribuzione dell’energia per capire».


IL FRONTE

Ma l’offensiva dei rincari non si limita, purtroppo, al solo costo dell’energia. Tutto sta lievitando. L’osservatorio di Federconsumatori ha calcolato l’influenza dei rincari in una famiglia media prendendo in esame un paniere che comprende un po’ tutto: energia, spesa alimentare, assicurazioni, auto e via dicendo. Ne viene fuori un numero che impressiona: «Nel 2022 ogni famiglia può arrivare a spendere 1200 euro in più (1228,80 euro per la precisione ndr) rispetto all’anno precedente. Una stima che si conforma perfettamente all’andamento dei prezzi nella nostra provincia dove, anzi, in genere sono sempre un po’ più alti che altrove». Gli aumenti che più preoccupano sono quelli legati alla spesa alimentare, che costerà in media il 4,2% in più pari a 299,6 euro di esborso. Ma è tutto in salita: 2,6% in più per la ristorazione (con la tazzina di caffè che sta arrivando un po’ ovunque a 1,20 euro); 3,6% per le tariffe dell’acqua; 3,2% nei trasporti; 1,8% per le comunicazioni. E questo solo per citare alcuni voci.


PAURA E CONTROLLI

«Uno dei dati che più ci allarmano - continua De Marco - è la diminuzione della spesa per generi alimentari registrata dall’Istat alla fine dell’anno. Si parla di un calo dello 1,2% come volumi venduti. Per noi un campanello d’allarme considerato che le famiglie, in genere, tagliano questo tipo di spesa solo dopo aver ridotto tutti gli altri consumi. E altri aumenti sono in arrivo». E quel 4,2% di rincaro previsto nel 2022 per l’alimentare getta parecchie ombre. «Per questo chiediamo alle autorità competenti di vigilare, controllare che i prezzi per i consumatori siano congrui. Gli aumenti ci saranno, è vero. Con l’inflazione che sale sono inevitabili. Ma è necessario che non siano esagerati. Mi ricordo che, durante il primo lockdown, il prezzo del lievito era di fatto raddoppiato. E senza particolari giustificazioni». Una prima risposta arriva dalla Polizia locale di Treviso che, nei prossimi giorni, riprenderà il monitoraggio dei prezzi nei supermercati e negozi alimentari della città. Un servizio già iniziato proprio nel primo lockdown e che ha portato a segnalare diversi rincari ingiustificati. L’attenzione degli agenti si concentrerà soprattutto su prodotti di prima necessità come pane, pasta, carne, frutta, verdura, farine. In borghese gireranno per gli scaffali segnando i prezzi per poi ripassare, dopo un certo periodo, per controllare le oscillazioni. In presenza di aumenti eccessivi chiederanno spiegazioni ai vari gestori che, se non saranno convincenti, verranno segnalati agli organi competenti.

 

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