Rapina a Oderzo, ritrovata l'auto della banda. La 500 Abarth abbandonata per strada

Martedì 20 Settembre 2022 di Maria Elena Pattaro
Rapina a Oderzo, ritrovata l'auto della banda. La 500 Abarth abbandonata per strada

ODERZO - A poco più di 24 ore dalla rapina a mano armata al Central Park Caffè, i carabinieri hanno ritrovato l'auto usata dalla banda. La 500 Abarth è stata abbandonata a Oderzo, a pochi chilometri dal luogo del raid: una strategia che i malviventi usano spesso per depistare le indagini. Gli inquirenti hanno passato al setaccio la vettura, repertando eventuali impronte e tracce. Un importante tassello si è aggiunto dunque al ventaglio di elementi ora al vaglio dei carabinieri, che stanno dando la caccia al commando che sabato sera, pistola spianata, per quattro minuti ha tenuto in ostaggio le due bariste svuotando le casse del bar e della vicina sala slot. Un bottino da 13mila euro in contanti. A cui se ne aggiungono altri 2mila di tabacchi, in base all'ultimo inventario.

Rapina a Oderzo. Banda dell'Est Europa

L'ipotesi è che si tratti di una banda dell'Est Europa: trasfertisti, forse e specializzati nelle rapine ai locali. Per questo i militari stanno cercando eventuali analogie con altri recenti assalti, nelle altre province e anche nelle regioni confinanti. Sembra sfumare invece la pista che il commando di Oderzo abbia colpito la stessa notte anche a San Fior, dove alle 2.20 tre malviventi con passamontagna hanno scardinato la porta e rubato la cassaforte con dentro qualche migliaia di euro. Le vie di fuga che gli inquirenti stanno ricostruendo attraverso la videosorveglianza sembrano suggerire che si tratta di due gruppi distinti anche se un particolare era saltato subito all'occhio come tratto comune: in entrambi i casi uno dei malviventi indossava un giubbotto azzurro. Coincidenze? La risposta arriverà dalle indagini. Intanto le indagini si concentrano anche e soprattutto sui filmati delle telecamere, che in entrambi i casi hanno immortalato i colpi.


Intanto al Central Park di Oderzo un sospetto c'è e ricade su tre individui che circa due settimane fa avevano messo piede per la prima volta nel locale del parco commerciale Stella. «Facce mai viste, che a pelle avevano insospettito una delle bariste - spiega il titolare Lodovico Miotto -. Potrebbe essere stata l'occasione in cui la banda ha fatto il sopralluogo. Del resto i rapinatori conoscevano bene il posto: avevano capito che l'unico modo per entrare era dalla porta principale con il personale all'interno visto che la sala slot è blindata proprio per evitare incursioni. E sono andati a colpo sicuro, svuotando le casse del bar, della tabaccheria e l'incasso della sala slot».


L'assalto è scattato alle 21.39, venti minuti prima della chiusura. A quell'ora c'erano soltanto le due bariste. Tre malviventi entrano dalla porta principale, il quarto li aspetta in macchina nel parcheggio. Indossano il passamontagna e vogliono i soldi. Uno dei tre estrae la pistola e con quella minaccia le dipendenti. Le due donne ubbidiscono agli ordini, terrorizzate. Consegnano i cellulari e sono costrette ad aprire la cassa ma i criminali non si accontentano, puntano agli incassi della sala slot. Strattonate e con l'arma puntata alla testa, le bariste aprono la cassaforte. Quattro minuti dopo scatta la ritirata: il palo lancia l'allarme: c'è gente nei paraggi, bisogna scappare. I criminali salgono in macchina e si dileguano, sotto gli occhi sbigottiti di tre amici usciti a fare una passeggiata col cane e che a loro insaputa interrompono la razzia. Sono loro a chiamare il 112 e a prestare soccorso alle bariste, che nel frattempo i rapinatori avevano rinchiuso in uno sgabuzzino. «L'importante è che nessuno si sia fatto male - conclude il titolare, convinto di aver già adottato tutte le misure di sicurezza possibili -. L'unica cosa che mi resta da fare è piantonare una guardia armata». Ma è un'opzione poco sostenibile.
 

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