Disabile rapinata in casa. «Una stella tatuata sulla mano e accento dell'Est Europa: ecco l'identikit dei miei aguzzini»

Mercoledì 7 Dicembre 2022
La disabile rapinata in casa

CASALE SUL SILE - Alti, prestanti, accento dell'Est Europa, vestiti e scarpe firmati, un profumo costoso spruzzato addosso e una stella tatuata sul dorso della mano di uno dei due. Ma anche pronti a prendere a pedate una donna disabile pur di arraffare i 350 euro che teneva nascosti nella cassaforte. È il sommario identikit dei rapinatori che la vittima ha fornito agli investigatori. Se si aggiunge il fatto che indossavano un casco nero integrale e che probabilmente sono scappati in sella a uno scooterone, gli indizi in mano ai carabinieri sono parecchi. È sulla base di questi elementi che i militari del Nucleo investigativo di Treviso stanno cercando di stringere il cerchio attorno ai due malviventi.

IMPRONTE E TRACCE
Ulteriori tasselli utili alle indagini potrebbero arrivare dei risultati della scientifica, che lunedì pomeriggio è rimasta impegnata a lungo nella villetta di via Michelangelo Buonarroti, a Casale sul Sile, dove abita la 60enne disabile rapinata. Con l'obiettivo di rilevare eventuali impronte e tracce lasciate dai responsabili. I due non indossavano guanti, tanto che la donna, in quei momenti di terrore è riuscita a notare un particolare: la stella tatuata sul dorso della mano di uno dei suoi aguzzini. L'immagine le si è stampata nella memoria nonostante lo choc di quei momenti di terrore in cui i banditi le sferravano una raffica di calci mentre lei era stesa a terra sul pavimento del salotto.

IMMAGINI AL SETACCIO
Se la testimonianza della vittima ha fornito utili indizi agli investigatori, nella via non ci sono purtroppo telecamere che hanno immortalato i malviventi. «I carabinieri mi hanno chiesto i filmati ma qui non ci sono telecamere attive» allarga le braccia il titolare dell'azienda che ha sede accanto alla casa presa di mira. Ma gli inquirenti hanno ampliato il raggio di indagine, sia nello spazio che nel tempo. Stanno passando al setaccio infatti le immagini del sistema di videosorveglianza comunale: quello sì che potrebbe averne intercettato la fuga o eventuali movimenti lungo gli assi viari principali, di cui i fuggitivi potrebbero essersi serviti. Non solo lunedì ma anche nei giorni precedenti. Prende quota infatti l'ipotesi di un sopralluogo effettuato prima del colpo. È stata la vittima stessa a riferire agli inquirenti che da circa due settimane qualcuno le suonava il campanello per poi darsi alla fuga. In un caso aveva notato due individui allontanarsi in auto, n un altro invece gli autori si erano dileguati in sella a uno scooterone. Coincidenze? Monica Biasin crede proprio di no. È convinta anche che i banditi si siano ben documentati sulle sue condizioni e sui suoi averi. «Sapevano già che avevo una cassaforte in casa. Volevano solo capire dove fosse». E non si sono fatti scrupoli pur di ottenere quell'informazione. La sindaca Stefania Golisciani è fiduciosa: «Li prenderemo - afferma -. Stiamo facendo il possibile per aiutare gli inquirenti a smascherare i responsabili. Abbiamo quasi 40 telecamere installate sulle strade principali. Nei mesi scorsi alcuni malviventi sono stati smascherati anche grazie ai filmati. Speriamo sia così anche stavolta». L'amministrazione intende implementare ulteriormente la rete di occhi elettronici, anche in chiave deterrente. «Per scongiurare furti e rapine - spiega la prima cittadina -. Quello di lunedì è stato un episodio molto grave e particolarmente odioso. A maggior ragione perché è stata presa di mira una persona con disabilità».

    
 

Ultimo aggiornamento: 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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