Prošek, enologi all'attacco: «L'Europa ricordi il caso Tocai»

Lunedì 20 Settembre 2021
Prošek, enologi all'attacco
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Nel pieno della vendemmia, continua la mobilitazione in difesa del Prosecco, insidiato dal Proek. In prima linea si schiera anche Assoenologi con il presidente Riccardo Cotarella, ex allievo della Scuola Enologica di Conegliano e numero uno dell'Union internationale des nologues: «Mi auguro che la Ue finalmente prenda posizione come l'ha presa nel caso del Tocai». All'epoca il vino friulano era stato costretto a soccombere di fronte all'ungherese Tokaji.


DIVINA COMMEDIA

Cotarella definisce «un escamotage veramente meschino» la richiesta di registrazione del croato Proek, come menzione tradizionale, nella Gazzetta ufficiale dell'Unone europea, dove il Prosecco dovrebbe però essere tutelato come indicazione di origine protetta. «Se non fosse una cosa seria osserva il rappresentante degli enologi verrebbe da ridere più che da piangere. È come chiamare la Divina Commedia Divinic Commediosky e che qualcuno la scrivesse ex novo. Quando si fa un vino, è un mix di territorio, cioè l'uva è importante ma forse è quella meno significativa, quello che conta è il territorio, il terreno, prima ed essenzialmente le persone. Se noi portassimo i produttori del Prosecco italiano in altri territori forse potrebbero fare il Prosek ma senza di loro, senza il terreno, senza il clima, chiamiamola pure una buffonata». 


RACCOLTA

La riflessione matura nei giorni della raccolta dell'uva. «Una vendemmia particolarmente strana o forse ormai usuale afferma Cotarella perché il clima la fa da padrone quindi non ci dobbiamo meravigliare. Oggi il clima cambia repentinamente da un territorio all'altro, quindi serve un'applicazione scientifica, culturale. Ormai non è più un'agricoltura del fai da te, la viticoltura è un processo scientifico, culturale che necessita di tecnologia e di scienza. E in questo ci siamo noi enologi che garantiamo questo processo. Tutto ciò che si fa senza questo sarà un fallimento». 


SUCCESSO

È invece già un successo annunciato la nuova annata per il vino del Nordest più famoso del mondo. L'ha detto il governatore Luca Zaia, partecipando alla vendemmia notturna promossa dall'azienda vinicola La vigna di Sarah a Cozzuolo di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso: «Siamo la più grande denominazione del mondo e entro fine anno arriveremo a produrre 700 milioni di bottiglie di Prosecco». Nell'occasione Zaia ha ribadito che «il vigneto del futuro non può più essere quello dei fitofarmaci, è quello del mondo digitale, un vigneto che certifica ambientalmente il processo di produzione» e ha puntualizzato che «se non lo facciamo noi, ce lo chiederà il consumatore». Il presidente della Regione è tornato poi sul lungo sentiero che collegherà proprio Vittorio Veneto a Valdobbiadene: «Sarà il nostro Santiago de Compostela. Avrà lo street view, sarà accessibile e con spazi di pausa lungo il percorso. Ci saranno anche cartelli che solleciteranno a portare la spazzatura a casa, perché non si va nei luoghi di villeggiatura per lasciare l'immondizia». L'attenzione per l'ambiente è stata rimarcata pure da Marina Montedoro, presidente dell'associazione Colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, che non sono solo Glera: «Il 40% della core zone è caratterizzata da bosco. Si tratta di una caratteristica essenziale di quest'area, che crea appeal nel turista alla ricerca della natura e del contatto diretto con la biodiversità».
A.Pe.

 

Ultimo aggiornamento: 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA