Il nuovo ponte di Vidor non si farà. L'assessore: «Non ci sono soldi»

Domenica 9 Febbraio 2020 di Federico Fioretti
Il ponte di Vidor ancora al centro dell'attenzione
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VIDOR - «Ricevo continue richieste per realizzare opere, ma non voglio creare illusioni: per il ponte di Vidor non ci sono i soldi necessari a causa del taglio dei trasferimenti dallo Stato». L’assessore regionale alle Infrastrutture Elisa De Berti è stata chiara. E per le oltre 100 persone che venerdì sera sono accorse all’incontro “Facciamolo! Il nuovo ponte di Vidor”, organizzato nel centro polifunzionale del paese, è stata una doccia fredda. Le risposte tanto attese in merito alla costruzione di un’opera indispensabile - considerato che la struttura esistente risale al 1911 ed è attraversata da circa 25mila veicoli al giorno - non sono state all’altezza delle aspettative. Molti hanno lamentato di non aver ricevuto nessuna nuova informazione, ora la realtà è che il cantiere per realizzare il nuovo ponte potrebbe rimanere mera utopia per mancanza di fondi. L’assessore De Berti non ha usato giri di parole: «Non ho mai costruito nulla con denaro regionale semplicemente perché non ce n’è. Possiamo solo unire le forze di tutte le parti in causa, abbiamo il diritto di sottoporre il problema al Governo, l’unica promessa che faccio è quella di portarmi a casa la necessità di questo intervento».

LA CONFERENZA
La conferenza è stata introdotta da Anna Spinnato, portavoce di “Nuovo ponte di Vidor”, la quale ha riproposto la storia della struttura col dato che in 109 anni di vita essa, pensata per sopportare il traffico di inizio Novecento, è stata oggetto di manutenzione nel 1985, quindi monitorata e dichiarata sicura lo scorso 12 dicembre, salvo poi il campanello d’allarme del 7 gennaio quando sono caduti alcuni pezzi delle arcate. Un ponte ormai vetusto, su cui è impossibile il transito di pedoni e ciclisti e insiste un flusso continuo di traffico che causa un inquinamento atmosferico e acustico sempre maggiore». La raccolta firme nella sala per sensibilizzare la Regione a intervenire stava a simboleggiare le richieste dei cittadini, i quali da tempo lanciano messaggi di SOS agli enti preposti affinché la sicurezza dell’area sia uno degli obiettivi principali di cui tener conto. «Il ponte di Vidor – ha spiegato Maurizio Veggis, dirigente della Provincia – è monitorato dagli anni ‘80, quando fu effettuato un rinforzo strutturale delle pile di fondazione. La sua stabilità è ottimale, i crolli di gennaio sono dovuti al passaggio dei mezzi che provocano sollecitazioni. A breve sigilleremo le fessure e svolgeremo delle prove di carico che ci indicheranno la durabilità del manufatto». A quello di Veggis hanno fatto seguito vari interventi tra cui quello di Romano Tiozzo di Camera di Commercio Treviso Belluno, il quale ha parlato delle potenzialità della Marca, competitiva grazie alle aziende incardinate sul territorio e al turismo, sempre più in crescita. «Costruire un nuovo ponte è prioritario – le parole di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Treviso – perché transitano mezzi diretti in altre Regioni e il riconoscimento Unesco delle colline del Prosecco ne porterà ulteriori. Serve poi uno sforzo di viabilità per poter usare adeguatamente la Strada Pedemontana». Critica con De Berti l’ex senatrice Pd Laura Puppato: «Come mai – ha esordito – la Regione ha trovato ingenti somme di denaro per la Pedemontana e la circonvallazione di Riese e invece per il nuovo ponte di Vidor dice di non avere soldi? Chiediamo un progetto che non si fermi allo stadio preliminare».

LE PROTESTE
Molti dei presenti se ne sono andati delusi, tra cui due donne: «C’è voluto poco tempo – hanno affermato – per capire che il nuovo ponte non sarà costruito, vengono fatte troppe chiacchiere senza arrivare a conclusioni». Un uomo, microfono alla mano, ha detto: «Qua il ponte non si fa, sono state pronunciate tante belle parole ma alla fine l’assessore regionale ha detto che non può agire». Altri ancora: «A cosa serve parlare di turismo e aziende del territorio? Sappiamo che sono fiori all’occhiello, ma cosa c’entrano col ponte? Non c’è stato un intervento mirato per dire cosa si potrà concretamente fare». La querelle prosegue ma, intanto, il vecchio ponte continua a sopportare ogni giorno il passaggio di oltre 23mila veicoli tra auto e camion. Ultimo aggiornamento: 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA