Piscina vietata, ma lui la costruisce lo stesso nella sua villa: ora dovà demolirla

Sabato 15 Gennaio 2022 di Giampiero Maset
Piscina vietata, ma lui la costruisce lo stesso nella sua villa: ora dovà demolirla - Foto di Richard Mcall da Pixabay
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CONEGLIANO - Nel quartiere Lourdes, ai piedi del versante est della collina di Costa a nord del Castello, dove sorgono numerose residenze di lusso, dovrà essere demolita una piscina interrata in calcestruzzo ritenuta abusiva. Il proprietario sarà inoltre tenuto a ripristinare lo stato dei luoghi entro novanta giorni. In caso contrario, il bene e il suo sedime saranno acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune e l'interessato sarà colpito da una sanzione amministrativa da duemila a ventimila euro. Lo ha disposto con un'ordinanza il dirigente dell'area di governo del territorio Giovanni Tel.


LA SCOPERTA

Tutto era partito, in seguito ad alcune segnalazioni, da un sopralluogo della polizia locale nel settembre dello scorso anno. Dal verbale era emerso che era stata riscontrata «l'esecuzione di opere edilizie nell'area di proprietà, più precisamente di una piscina interrata in calcestruzzo, comprensiva di vani tecnici e di vasca di compenso». A fronte della richiesta di chiarimenti, il tecnico della proprietà il 7 dicembre ha sostenuto che «non è una nuova realizzazione, ma il ripristino di una precedente piscina della quale ha operato una riduzione volumetrica di circa un terzo», che «è del tutto compatibile con le caratteristiche della zona, è impermeabilizzata e, anche riempita d'acqua, non induce pressioni significative sui terreni circostanti e non pone problemi dal punto di vista geologico». Ma dal controllo della documentazione in possesso degli uffici è emerso che «il 19 aprile scorso, prima quindi del sopralluogo della polizia locale, era stata acquisita la richiesta di rilascio di permesso di costruire la piscina e i vani tecnici interrati (ovvero lo stesso manufatto che è stato poi realizzato ed è ora oggetto dell'ordinanza di demolizione, per il quale il 26 agosto scorso era stato espresso formale diniego».


LA DECISIONE

Per gli uffici comunali «dall'osservazione del 7 dicembre, secondo cui l'intervento edilizio non è una nuova realizzazione, ma il ripristino di una precedente piscina, oltre a non essere in alcun modo comprovata, è in palese contrasto con quanto dichiarato nella richiesta di rilascio del permesso a costruire del 19 aprile 2021, dove si parlava di nuova costruzione». Per quanto riguarda le successive osservazioni, secondo cui «la piscina, anche se riempita d'acqua, non induce pressioni significative sui terreni circostanti e non genera problemi geologici», nell'ordinanza si rileva che «le attuali norme tecnico-operative del piano degli interventi vietano locali, anche parzialmente interrati in aree con falda poco profonda o con deflusso difficoltoso».

Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 10:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA