Dagli incendi alle molestie sessuali: arrestato il piromane di San Parisio

Giovedì 21 Luglio 2022 di Alberto Beltrame
Il locale incendiato a Treviso in piazza San Parisio
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TREVISO - Da piromane a molestatore. E alla fine è stato arrestato con un accusa pesantissima: violenza sessuale. Dopo i due roghi appiccati in piazza San Parisio per i quali è stato formalmente indagato dalla polizia, un Daspo Willy della questura che gli vieta di entrare in dieci locali del centro in cui aveva infastidito clienti e proprietari, e pure alcuni furti di bici al vaglio dell’Arma di cui si sarebbe reso responsabile, il 50enne (G.E.Z. le sue iniziali) che nelle ultime tre settimane ha messo sotto scacco il quadrante della Pescheria e non solo, lunedì sera è finito in carcere a Santa Bona. È accusato di violenza sessuale nei confronti di una giovane donna di 30 anni, abbordata e molestata lunedì sera a Ponte Dante, alla quale ha pure rubato la bici prima darsi alla fuga prima di essere intercettato e arrestato da una pattuglia dei carabinieri. L’uomo, difeso dall’avvocato Giorgia Cenedese, è ora in carcere a Santa Bona in attesa della decisione del gip Marco Biagetti, dopo la convalida dell’arresto, sulla misura cautelare. La difesa ha chiesto i domiciliari.

LA VIOLENZA

Lunedì sera il cinquantenne, stando alle accuse, ha letteralmente abbordato la trentenne mentre percorreva in bicicletta la Riviera, tra palazzo Giacomelli e ponte Dante. «Sei bella come un’ attrice, sembri Nicole Kidman» la frase usata per approcciarla e bloccarla tagliandole la strada con la bici. Da lì gli apprezzamenti si sono fatti ben più espliciti e più pesanti. E avrebbe cercato di toccarla, avvicinandosi sempre di più. La trentenne, nonostante la situazione, non ha perso coraggio e ha respinto con fermezza le sue molestie. Lui non si sarebbe dato per vinto e, mollata a terra la sua bici, ha sottratto quella della donna è si è dato alla fuga. Erano circa le 23. In giro quasi nessuno. La trentenne però non aveva alcuna intenzione di lasciarlo scappare. E così, chiamati i carabinieri, seguendo il cinquantenne da lontano, li ha indirizzati spiegando dove si trovasse. Per i militari non è stato difficile intercettarlo. A quel punto è stato trasferito in caserma e, data la flagranza, arrestato. Di fronte al giudice, e accanto al suo legale, l’avvocato Giorgia Cendese, durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo ha minimizzato quanto accaduto. «Le ho solo detto che era molto bella» si è giustificato. Toccherà ora al giudice esprimersi sull’eventuale modifica della misura cautelare.

I PRECEDENTI

Misura che, nei giorni scorsi, era già stata richiesta dalla questura di Treviso, in base a una presunta “pericolosità sociale” dopo la segnalazione in Procura relativa all’ultimo episodio che aveva visto come protagonista il cinquantenne: il rogo che ha distrutto la notte dell’11 luglio il bar Kimeia di piazza San Parisio. L’uomo, grazie al sistema di videosorveglianza cittadino, è stato individuato proprio nelle immediate vicinanze del locale alle 3.50 del mattino, quando è scoppiato l’incendio. Le fiamme, appiccate dall’esterno, si erano fatte strada attraverso l’impianto di areazione del locale, raggiungendo la cucina e provocando danni per decine di migliaia di euro. Pochi giorni prima, il 25 maggio, stando alle accuse, aveva invece cosparso con un liquido infiammabile e incendiato l’ingresso della famiglia Tambarotto, proprietaria dell’osteria Muscoli’s. Ma il cinquantenne, in passato seguito anche dal dipartimento di salute mentale, nel corso degli ultimi mesi si è reso protagonista di diversi episodi spiacevoli anche in altri locali. Tanto che la questura, all’inizio di questa settimana, ha firmato nei suoi confronti un Daspo Willy della durata di due anni che prevede il divieto di frequentazione di una decina di bar e ristoranti del centro, dove continuava a dare problemi. Ora, dopo l’arresto, il prossimo passo della magistratura. 

Ultimo aggiornamento: 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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