Medicinali spariti dalla farmacia dell'ospedale: indagati il primario e due collaboratori

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Maria Elena Pattaro
L'ospedale Ca' Foncello

TREVISO - Medicinali usciti dalla farmacia del Ca’ Foncello senza lasciare traccia del loro passaggio nei registri ospedalieri. O al contrario consegnati sì ma solo sulla carta quando invece erano ancora in magazzino. Sotto inchiesta è finito il direttore della farmacia ospedaliera del Ca’ Foncello per le presunte irregolarità nella gestione del servizio. Insieme a lui sono stati indagati almeno altri due collaboratori ma non è escluso che le l’indagine dei carabinieri del Nas chiuda il cerchio attorno ad altre figure. La discrasia tra le annotazioni sui registri ospedalieri e la situazione reale è notevole, secondo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Mara Giovanna De Donà. Stiamo parlando di centinaia di farmaci, alcuni di questi molto costosi, come quelli prescritti ai malati oncologici che valgono migliaia di euro. Troppi per far pensare a una semplice svista o a una dimenticanza. Per questo la Procura intende vederci chiaro. Due gli aspetti su cui resta da far luce: il “viaggio” compiuto dai farmaci non registrati e la “regia” che ci sta dietro. Tante le persone sentite - dipendenti e non - sentite dagli inquirenti. 
 

SEGNALAZIONE ANONIMA
L’indagine è partita da una segnalazione anonima arrivata a fine giugno alla direzione generale, che poi lo stesso dg dell’Usl 2 Francesco Benazzi ha inoltrato ai militari del Nas (Nucleo Antisofisticazione e Sanità), assicurando fin da subito la massima collaborazione agli inquirenti. In base alle prime ricostruzioni le irregolarità duravano almeno da un paio di mesi e riguardano la gestione dei farmaci, i cui movimenti devono essere sempre tracciati. Perché questi non lo erano? E’ proprio quello che gli inquirenti stanno cercando di chiarire. Le ipotesi al vaglio sono tante. Non si esclude neppure il furto a scopo terapeutico oppure finalizzato alla rivendita attraverso canali illeciti. 
 

IL RECUPERO
Uno scenario subito allontanato dall’avvocato Fabio Capraro, legale di uno dei dipendenti del’Usl 2 finiti sotto inchiesta. Lo scopo non sarebbe stato quello di appropriarsi dei farmaci per trarne profitto bensì recuperare a vantaggio dell’ospedale stesso quelli non utilizzati dai pazienti. La farmacia ospedaliera si occupa infatti, tra le altre mansioni, di distribuire farmaci e dispositivi medici a reparti, rsa, distretti socio sanitari, farmacie e, in caso di medicinali particolari, anche al cittadino. Ma se quest’ultimo ne “avanza” (per mille motivi, dal sopraggiunto decesso all’interruzione della terapia), il “reso” non è contemplato dalle norme. Perché nessuno può garantire che il farmaco sia stato conservato in modo tale da non alterarne le proprietà. Che percorso hanno seguito dunque le scatole di pastiglie o fialette che sulla carta erano uscite dal Ca’ Foncello e che gli inquirenti hanno trovato invece in magazzino? Dov’erano le confezioni “fantasma” che, stando ai registri, avrebbero dovuto essere nella farmacia ospedaliera? E’ quello che gli indagati dovranno spiegare. Il legale del primario, l’avvocato Sergio Calvetti sottolinea che al momento non è stato notificato alcun avviso di garanzia. 
Mentre il dg dell’Usl 2 Francesco Benazzi ribadisce la piena disponibilità nei confronti degli inquirenti: «Ci siamo messi subito a disposizione delle indagini fornendo tutto il materiale che ci è stato richiesto. E siamo pronti a dare qualsiasi altro aiuto sia necessario per chiarire la vicenda».

Ultimo aggiornamento: 18:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA