Lavoro e tablet: schiavi a 12 anni Blitz nell'azienda cinese: chiusa

Sabato 21 Luglio 2018 di Gabriele Zanchin
foto di repertorio
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ASOLO - Davanti agli occhi il tablet con i cartoni animati, ma le mani sul banco che confezionano astucci. Quattro bambini cinesi di 12 e 13 anni scoperti dai carabinieri a lavorare in fabbrica. «Non stavano lavorando, sono qui solo oggi» hanno cercato di difendersi i titolari dopo il blitz ma non è servito. Salate le conseguenze: azienda chiusa, super multa e titolari denunciati. Si tratta di due cinesi un uomo di 51 anni ed una donna di 21 denunciati per sfruttamento di lavoro minorile e lavoro in nero e multati con sanzioni complessive di 35 mila euro. 

L'OPERAZIONE Questo il frutto dell'operazione portata a termine due giorni fa dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castelfranco, insieme ai colleghi del nucleo ispettivo del lavoro dei carabinieri di Treviso( Nil) nell'ambito di una serie di controlli su laboratori ed aziende trevigiane. Tutto pensavano i militari ma non di trovare proprio dei bambini chini sui banchi da lavoro i come quelli trovati in questa azienda gestita da cinesi in un capannone in zona industriale a Casella d'Asolo. I militari, anche grazie ad una soffiata ed informazioni assunte, stavano tenendo d'occhio da qualche tempo l'azienda che confeziona astucci per occhiali per grandi marche. C'erano sospetti di lavoratori cinesi in nero ed anche di possibili sanzioni amministrative o altro ma mai e poi mai avrebbero pensato di trovare quello che poi hanno trovato. 

LA TRAPPOLA. Il blitz infatti è stato effettuato l'altro giorno a metà mattina quando all'interno del capannone preso in affitto dai due imprenditori cinesi. Nello stabilimento sono entrati sette dei dieci militari ( parte in divisa e parte in borghese) che hanno preso parte all'operazione; gli altri tre sono rimasti fuori. Hanno chiesto immediatamente dei titolari e si sono presentati sia l'uomo che la donna che hanno accompagnato tre militari in ufficio. Solo che l'attenzione dei militari si è spostata subito sui quattro bambini presenti, di età compresa tra i 12 e 13 anni intenti a lavorare appunto nel confezionamento degli astucci come gli altri colleghi presenti.

I PICCOLI.  I quattro bambini stavano proprio in mezzo agli altri ma con una particolarità: davanti avevano un tablet che trasmetteva cartoni animati. E loro, piccoli, incuranti della presenza di persone in divisa, continuavano a lavorare meccanicamente con le mani che confezionavano gli astucci mentre gli occhi erano fissi sui cartoni animati che scorrevano davanti a loro. Nessuna distrazione, nessun cenno con la testa, come automi continuavano imperterriti a lavorare. Si concedevano solo di tanto in tanto qualche risolino, nulla di più. Comunque in tutto, erano presenti otto dipendenti che stavano lavorando fitto fitto.

I DOCUMENTI.  I carabinieri ed i più esperti colleghi del Nil di Treviso si sono immediatamente fatti consegnare documenti e libretti di lavoro ma anche qui le sorprese non sono mancate. Degli otto dipendenti presenti, ben sette erano in nero; di questi sette quattro minorenni . A questo punto i carabinieri hanno controllato tutti i documenti dell'azienda ed hanno rilevato altre irregolarità secondarie rispetto a quelle gravissime già riscontrate e cioè impiego di manodopera minorile e lavoro in nero. 
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