Alpini, il mulo Iroso sarà tumulato nel monumento: l'omaggio di Zaia

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Il monumento agli Alpini a Vittorio Veneto dove riposeranno le ceneri del mulo Iroso
VENEZIA - «Si merita sicuramente di essere considerato un vecchio alpino per quanto ha rappresentato per le Penne nere ma io lo sento anche come un vecchio amico. Ho quindi un motivo in più per ringraziare e mandare un sincero saluto a tutti coloro che domani, venerdì 19, parteciperanno alla tumulazione di Iroso, mulo che rimarrà un simbolo nella storia delle nostre truppe alpine e del Veneto. Al Mulo con la emme maiuscola confermo commosso il mio omaggio e quello di chi crede nei valori della nostra cultura veneta». Sono le parole del presidente Luca Zaia che accompagneranno le ceneri di Iroso - ultimo rimasto tra i muli immatricolati nell'esercito e salvato dalla macellazione negli anni Novanta - alla sepoltura, domani 19 luglio a Vittorio Veneto. Cerimonia alla quale, con grande dispiacere, il presidente non potrà essere presente a causa di altri, concomitanti, impegni istituzionali.
«Lo avevo soprannominato generale perché Iroso è stato veramente un simbolo del legame secolare tra l'uomo e l'animale, tra l'Alpino e il Mulo - aggiunge Zaia -. I suoi occhi profondi e di un'espressività unica mi erano rimasti impressi fin dalla prima volta che lo vidi ad un'Adunata. Aveva la rugosa serenità di quei nostri vecchi, provati dalla vecchiaia e dal lavoro ma forti nella solidità di una vita vissuta. Nella sua espressione si leggevano la docilità e la forza che da sempre, insieme alla fedeltà, hanno fatto del mulo il fratello dell'alpino nelle fatiche della guerra e del lavoro in tempo di pace». «Da domani Iroso sarà un simbolo ulteriore - conclude Zaia - uno dei rari animali che riposano sotto un monumento. Ha avuto in sorte di vivere a lungo, molto per una bestia, grazie ai sentimenti di chi conosceva i muli e non ha accettato che fossero solo mezzo di lavoro prima e carne da macello poi. Ringrazio l'alpino De Luca per quanto ha fatto e la sezione Ana di Vittorio per l'organizzazione della cerimonia. Un momento che conferma come un affetto così grande non si estingue con un tratto».
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Giovedì 18 Luglio 2019, 14:58






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5 di 15 commenti presenti
2019-07-19 14:10:09
Giustoor ora iltg Regionalelannuncia scarsita' di medici, specie rifuggenti dalle zone Bellunesi.Se ne hanno, ci mandino ufficili medici degli Alpini o anche di altri corpi. Quanto ai Muli, qualche servente ci ha rimesso le gioie di famiglia o altri traumi subiti per un calcio a tradimento..
2019-07-19 13:46:29
Caligola nominò come senatore il proprio cavallo Incitatus nel Senato di Roma. Non so se come spregio all' intelligenza senatoria del tempo o perche' fosse pazzo!
2019-07-19 12:41:32
... non compiangere.. o mi rallegro davvero di essere stato usato non per la patria ma per la retorica .. alpini si nasce, non lo si diventa.. è alpino colui che rispetta la montagna e gli animali. e i muli come ripeto erano offesi, vilipesi, violentati, massacrati psicologicamente e fisicamente da " alpini " ( sic ) capò senz'anima con una malvagità ( solo a volte stupida ) da far impallidire i più crudeli degli inquisitori.. e questi ora fanno festa a iroso dopo aver " fatto la festa " a migliaia di esseri davvero innocenti.. alpino. no. grazie.. solo giovane che ha servito in armi ( pensava di servire ) un ideale che allora andava sotto il nome di patria ma che in realtà era abusata da un apparato che di essa se ne sbatteva altamente.. non basta ammainare un vessillo su un palo patriota.. anzi..
2019-07-19 13:12:00
Cio'che dice e' IN PARTE purtroppo vero: anche tra gli Alpini,come da per tutto, ci sono i deficienti...
2019-07-19 11:47:40
il mio mulo si chiamava Oscuro, Oscar per gli amici, 52° battaglione Gruppo Sondrio artiglieria da Montagna a Vipiteno, classe 12° del 1977. Al termine della naja chiesi al colonnello se me lo vendevano, ma non fu possibile. Solo anni dopo venni a sapere che era stato, venduto insieme a molti altri muli a dei macellai.Concordo con Ary Febo su come certa trattava i muli di sera in scuderia, ho fatto a botte più volte con questi militari frustrati, che sfogavano le loro frustrazioni su quelle povere bestie.