Godego. Morto Ugo Gazzola, aveva restaurato il Barco Mocenigo

Mercoledì 28 Settembre 2022
Ugo Gazzola, maestro restauratore morto

CASTELLO DI GODEGO - Morto il maestro restauratore ed artista Ugo Gazzola. E' venuto a mancare nel pomeriggio di ieri, 27 settembre, all’età di 69 anni. Maestro restauratore e artista, era conosciutissimo a Castello di Godego perché era stato l'artefice del recupero e restauro del quattrocentesco Barco Mocenigo, che a partire dal 2000 aveva trasformato da rudere abbandonato a “scuola-bottega” di restauro che gestiva con passione, valorizzandolo anche come luogo culturale aperto a tutti.

Pittore e scultore

Artista noto anche per i suoi quadri, sculture e installazioni, Ugo ospitava nel Barco artisti, formazioni musicali e compagnie teatrali, per le prove e gli spettacoli. «Intendeva il Barco come una scuola bottega e simposio in cui mescolare le arti e condividere momenti conviviali - ricorda la moglie Daniela insieme ai figli Andrea, Eva e Davide - Era orgoglioso di quanto realizzato, anche perché molti restauratori di beni culturali del territorio avevano conseguito la necessaria certificazione imparando sul campo, nella sua scuola».

Il cordoglio dell'amministrazione

«Ugo, andandosene così, troppo presto, lascia un vuoto incolmabile nella nostra comunità, la sua creatività e travolgente energia ci mancheranno - ha detto il sindaco Diego Parisotto - Allo stesso tempo lascia un segno indelebile, sia con le opere e progettualità avviate al Barco, da lui inteso come punto di riferimento per chiunque avesse idee nuove, attività o progetti, sia avendo trasmesso la sua arte a tanti allievi. Noi godigesi siamo grati per averlo avuto tra noi, ci stringiamo a tutta la sua famiglia a cui siamo vicini». Aggiunge il vicesindaco e assessore alla Cultura Enrico Barichello: «Con il recupero di Barco Mocenigo e l’attivazione della scuola di restauro ha realizzato un sogno, riuscendo molto bene nell’impresa, ma aveva ancora tante idee nel cassetto, di cui non ci dimenticheremo, per potenziare l’attrattività del territorio ampliando l’offerta ricettiva del paese. Nel suo Dna Ugo aveva lo spirito dell’ospitalità e della condivisione, non c’era turista che passasse di là a cui non lui aprisse le porte del Barco».

A ricordarlo anche una sua allieva Elisa Ferin: «Oltre ad essere stato il mio maestro durante lo stage, Ugo è stato correlatore della mia tesi di laurea in scienze chimiche per la conservazione del restauro a Ca’ Foscari. Con lui ho condiviso un percorso artistico dal 2008 ad oggi, fino a diventare una sua collaboratrice coordinando insieme a lui le attività didattiche». 

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