A caccia con il papà: Moreno si accascia e muore tra le sue braccia a 43 anni. Lascia tre bimbi

Giovedì 18 Novembre 2021 di Pio Dal cin
Moreno Dassiè e il luogo dove è morto
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CONEGLIANO - Stroncato da un infarto a 43 anni mentre rientrava da una battuta di caccia assieme al padre. Si è conclusa così, nel giro di nemmeno un minuto, la vita di Moreno Dassiè, elettricista, originario di Ogliano e residente a Codognè con la moglie Michela e i tre figli ancora piccoli. A prestargli i primi soccorsi è stato appunto il padre Giorgio, che condivideva con il figlio la passione per la caccia. In via Monte Nero, ieri mattina, 17 novembre, è intervenuta anche un'ambulanza del vicino ospedale di Conegliano e l'elicottero del Suem 118, ma i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Moreno non soffriva di particolari patologie al cuore.

IL RACCONTO
«Stavamo rientrando a casa dopo una battuta di caccia, eravamo a circa dieci, quindici metri l'uno dall'altro - racconta il padre - L'ho visto stramazzare a terra, senza un lamento, come un sacco vuoto. Sono corso subito da lui, ho tentato di rianimarlo ma è spirato tra le mie braccia. Ho chiamato i soccorsi, è arrivata l'ambulanza e poi l'elicottero ma ormai non c'era più nulla da fare». Questo il drammatico racconto di Giorgio Dassiè, che ora piange la scomparsa di suo figlio ad appena 45 anni avvenuta in una laterale sterrata di via Monte Nero, in località Ogliano, a pochi passi dalla cantina Biancavigna.

IL RICORDO
Moreno abitava con la moglie e i tre figli in via Piave a Codognè e gestiva una piccola impresa di impianti elettrici che lo portava spesso a lunghe assenze in giro per il mondo. Era a casa per qualche giorno di pausa tra un impegno e l'altro, e ieri aveva deciso di andare a trovare papà Giorgio per una battuta di caccia tra i vigneti. «Eravamo partiti presto - ricorda il padre - Verso le 9 abbiamo deciso di rientrare e l'ho visto cadere improvvisamente, senza un grido. Non riesco a credere che la sua vita si sia spezzata in così pochi secondi, senza un minimo segnale». Lungo la strada sterrata, che scende dopo la rotonda al piccolo centro di Ogliano, uno dei testimoni oculari racconta la tragedia indicando il luogo dove giaceva il corpo di Moreno: «Ero appena rientrato a casa e ho visto l'ambulanza e l'elicottero del Suem che volava attorno ai vigneti. Non è atterrato, forse avevano già comunicato ai sanitari a bordo che non c'era più niente da fare per il povero Moreno. Conosco il papà Giorgio da tempo, mi spiace veramente per quello che è successo».

IL RICORDO
Moreno Dassiè aveva due sorelle e un fratello. Una delle due sorelle vive in Finlandia, dove si è trasferita anni fa. L'altra invece vive a Oderzo. Il 45enne non soffriva di particolari patologie cardiache e nulla dava a pensare che potesse essere vittima di un infarto come quello che lo ha stroncato a pochi passi da casa. La notizia della sua morte ha fatto ben presto il giro delle colline, dove abita la famiglia, e a Codognè, dove l'uomo viveva con la moglie, casalinga, e i tre figli. «Adesso bisogna pensare ai piccoli - afferma il fratello della vittima - Era rientrato dall'estero dove si recava spesso per lavoro. Andava in Germania, in Olanda, in Brasile». «È incredibile - aggiunge in lacrime la madre - Era qui con noi stamattina e adesso non c'è più».
 

Ultimo aggiornamento: 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA