Morto tra i monti che tanto amava: addio al dirigente Ascom Antonello Peatini. Era sulle Pale di San Martino con 50 amici

Lunedì 12 Settembre 2022
Antonello Peatini
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TRENTO-TREVISO - Tradito da un infarto mentre era in escursione tra le “sue” montagne, quelle che conosceva a menadito e che frequentava da una vita. È morto così Antonello Peatini, 65 anni, dirigente Ascom e volto notissimo di Treviso. Ieri era insieme a una comitiva di circa cinquanta persone sulle Pale di San Martino, in Trentino, quando è stato stroncato da un arresto cardiaco. I soccorsi, per quanto tempestivi, sono stati vani. L’infarto non gli ha lasciato scampo. E pensare che all’ultima visita medica, a cui si era sottoposto proprio per affrontare la montagna in sicurezza, aveva ricevuto tutte le rassicurazioni del caso: era in buona salute. In serata la notizia della sua morte ha sconvolto l’intera città.

Figura poliedrica, da due mandati il 65enne era presidente provinciale della Fnaarc, l’associazione degli agenti di commercio, godendo della stima dei colleghi. Accanto all’impegno professionale, Peatini si è sempre speso per la comunità, tanto da fare dell’impegno civico e associativo la propria bandiera. Socio storico del Cai trevigiano, era un’esperta guida alpina nonché una colonna portante del gruppo di scialpinismo “I Logorai”. Per anni è stato presidente del consiglio d’istituto del liceo Duca degli Abruzzi e del comitato dei residenti di Canizzano (il quartiere in cui abitava con moglie e figlie, in via Giovanna d’Arco). Nel suo vasto curriculum c’è anche l’esperienza politica, con due parentesi da aspirante consigliere. Nel 2013 si era candidato della lista civica “per Treviso”, nel 2018 invece con la lista “Giovanni Manildo sindaco”. «Credo nella cooperazione e nell’associazionismo. I miei punti di forza sono ascolto, impegno e determinazione». Si era presentato così agli elettori e il fatto di non aver ottenuto voti a sufficienza per entrare in consiglio comunale non aveva spento il suo slancio. 

MALORE FATALE
Ieri era partito di buon mattino verso San Martino di Castrozza insieme a una comitiva di altri appassionati. La moglie Donatella, che spesso lo accompagna in escursione, stavolta non lo ha seguito perché aveva altri impegni. Di certo non si aspettava che non lo avrebbe riabbracciato mai più. Il malore fatale lo ha colto poco prima delle 15, lungo il sentiero 709 che collega il rifugio Rosetta a passo Pradidali. Gli amici che erano con lui hanno chiamato subito i soccorsi: avevano che la situazione era gravissima e che non c’era un solo istante da perdere. In attesa dei sanitari, hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Nel frattempo la centrale unica di Trentino Emergenza in collaborazione con il Soccorso alpino ha inviato l’elicottero. Quando però l’équipe sanitaria è sbarcata col verricello a 2.680 metri di quota, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del trevigiano. Il corpo è stato successivamente elitrasportato a San Martino e messo a disposizione delle autorità mentre la comitiva, sotto choc, è tornata a valle in autonomia, usando gli impianti. 

IL CORDOGLIO
Antonello lascia la moglie Donatella e le due figlie ventenni Isabella e Gaia. «È stata una notizia terribile, un fulmine a ciel sereno - dice la sorella Emilia con un nodo alla gola -. Un mese fa aveva fatto le visite mediche proprio per poter affrontare in serenità certi tipi di escursioni. E il cardiologo lo aveva rassicurato. Siamo distrutti». Fortissimo il cordoglio in tutta la Marca e anche fuori provincia. «Perdiamo un presidente validissimo che per anni è stato il punto di riferimento di una categoria importante come quella degli agenti di commercio - afferma Dania Sartorato, presidente di Unascom -. Lascia un grande vuoto». «Siamo senza parole - le fa eco Monica Tasca, presidente del Cai Treviso -. Antonello era uno dei capisaldi del nostro gruppo. Conosceva a fondo la montagna ed era davvero una gran bella persona. Ci mancherà immensamente».

Ultimo aggiornamento: 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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