Mortale in A27, cantieri autostradali e i lavori continui sotto la lente delle verifiche

Sabato 13 Novembre 2021 di Maria Elena Pattaro
Lo schianto in A27

SPRESIANO - Schianto fatale proprio nel salto di carreggiata della A27 Venezia-Belluno: la polizia stradale sta facendo tutti gli accertamenti sull'incidente di mercoledì sera costato la vita a don Gianni Feltrin, 78 anni, parroco di Fontane di Villorba. Compresa l'acquisizione delle carte relative al cantiere di asfaltatura che insiste proprio su quel tratto di autostrada, tra Spresiano e il ponte sul Piave. Autostrade per l'Italia ha fatto sapere già nell'immediatezza che «i lavori sono stati debitamente segnalati, con segnaletica e illuminazione specifica, così come previsto dalle normative di legge, anche perché i controlli sono rigidi». Dai primi riscontri non sembrano emerse anomalie nell'allestimento del cantiere e della conseguente viabilità ma gli inquirenti andranno a fondo e la Procura di Treviso aprirà un fascicolo sul sinistro. Secondo la prima sommaria ricostruzione del sinistro sarebbe stato proprio don Gianni, che viaggiava al volante della sua Lancia Y da Conegliano verso Treviso, a invadere la corsia opposta su cui viaggiava la Mercedes con a bordo una coppia di vicentini, rimasti feriti. Quanto alle cause dello sbandamento si fa strada quella del malore improvviso. In ogni caso saranno gli accertamenti a fare piena luce sulla tragedia.

CANTIERI NO STOP

Nel frattempo l'incidente mortale ha acceso i riflettori sull'insidia che i cantieri autostradali rappresentano per gli automobilisti, soprattutto quando comportano un salto di carreggiata. «I continui cambi di corsia creeranno ulteriori incidenti. Quello che i gestori stanno facendo in quel tratto è follia - esclama Nicola Perini, 49 anni, che tutti i giorni fa la spola tra Treviso e Longarone -. La A27 la conosco perfettamente. Quell'incidente poteva capitare a me visto che torno a casa proprio a quell'ora. Invece sono stato salvato da una pizza con un amico. Ma il rischio è altissimo. È da maggio 2019 che ci sono lavori da Treviso Nord. Gallerie chiuse, riaperte e richiuse, cambi di corsia mal segnalati, corsie inverse segnalate con paletti in plastica invisibili. È ovvio che prima o poi sarebbe successo. Purtroppo. Mi dispiace immensamente per il sacerdote». Ma Nicola è anche arrabbiato e deluso per le insidie che passano sotto silenzio: «Non ne parla nessuno. E intanto la gente rischia la pelle. I cantieri servono, le manutenzioni sono necessarie ma bisogna segnalarli a dovere ed evitare situazioni pericolose. Come il salto di carreggiata in cui ha perso la vita il sacerdote. Ti ritrovi contromano con le auto che sfrecciano a 130 chilometri orari in senso opposto. E non sono il solo ad essersi accorto di quanto è pericoloso quel tratto. Ho diversi colleghi che lo percorrono ogni giorno. Non è ammissibile». 

COMUNITA' IN LUTTO

La data del funerale di don Feltrin, originario di Sant'Angelo di Piave, non è ancora stata fissata. Intanto però la Collaborazione pastorale Villorbese ha organizzato una serie di rosari nelle parrocchie, in attesa di poter dare l'ultimo saluto a don Gianni: oggi e domani alle 18 a Fontane, lunedì, sempre alle 18 a Chiesa Vecchia, martedì alle 18 ancora a Fontane. «Lo ricordiamo come guida della comunità cristiana per 23 anni - afferma il Consiglio della collaborazione pastorale villorbese -. Era un appassionato annunciatore del Vangelo soprattutto attraverso la catechesi agli adulti, fiducioso nelle nuove generazioni verso cui guardare con sapienza e fiducia, con uno sguardo capace di scoprire la bellezza che dalle vette delle montagne porta a contemplare la presenza di Dio nel cuore di ogni uomo. In questi anni ha condiviso la strada nuova della Collaborazione pastorale tra parrocchie di Villorba portando la sua esperienza pastorale ma soprattutto coinvolgendosi in una condivisione tra preti e laici, capace di guardare ad un futuro sempre nuovo perché guidato dalla forza del Vangelo. Ci prepariamo a dare a lui il nostro saluto nella fede, accompagnandolo con fiducia e riconoscenza nell'incontro con il Signore della Vita».

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