Profanata la tomba di Mattia: rubati i fiori e la "sua" sigaretta

Venerdì 7 Maggio 2021
Mattia Battistetti morto a 23 anni
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MONTEBELLUNA - Non c'è pace per la famiglia di Mattia Battistetti. Questa mattina, venerdì 7 maggio, i famigliari in cimitero hanno trovato un'amara sorpresa. Dalla tomba del 23enne morto giovedì 29 aprile per un infortunio sul lavoro sono stati rubati i fiori e una sigaretta lasciata per lui dagli amici. A due giorni dal funerale la sua tomba era ancora circondata dalle composizioni floreali e dai ricordi dei parenti e degli amici: tutto desolatamente profonato. A questo gesto così incivile fa da contraltre l'idea di dedicare un'aiuola nel suo nome nel cantiere in cui è morto. Servirà per ricordarlo ma anche come monito nei confronti degli infortuni sul lavoro. Se l’idea di intitolare al giovane montebellunese morto una settimana fa sepolto da 15 quintali di ponteggi metallici nel cantiere di via Magellano una via o un edificio non appare al momento percorribile, nella mente del primo cittadino Elzo Severin si fa strada un’altra possibilità: quella di realizzare, nel cantiere in cui il giovane ha perso la vita, un segno che testimoni per sempre l’accaduto.

IL MESSAGGIO
«Per dedicare una via è necessario che una persona sia morta da almeno dieci anni -dice il sindaco- lo so perché ho immediatamente cercato di assumere informazioni al riguardo. Penso però che collocare nel punto in cui la tragedia si è verificata un segno che non la faccia dimenticare sia un atto doveroso, ma anche un monito perché eventi simili non accadano in futuro. Ovviamente la mia è un’idea che andrà verificata dal punto di vista tecnico. Qualcosa, comunque, va fatto». Sembra inoltre che da qualcuno fosse stata ventilata l’idea di bloccare per sempre il cantiere in questione, impedendo che vi sorga qualsiasi infrastruttura: ovviamente, però, tale possibilità cozzerebbe con le esigenze di chi, in quel luogo, ha investito. Intanto, per la famiglia di Mattia, la mamma Monica, il papà Giuseppe, la sorella Anna, quello di ieri è stato il giorno in cui cominciare a metabolizzare l’accaduto e guardare avanti, tenendo sempre a fianco, anzi, nel cuore, il ragazzo. «La famiglia mi ha fatto visita in municipio -prosegue Severin- e ha ringraziato l’amministrazione e la comunità per i segni di vicinanza dimostrati in questi giorni. Ora stanno pensando anche a come offrirgli, nel cimitero cittadino, un luogo in cui il suo corpo possa riposare per sempre in modo adeguato».
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA