Medici di base introvabili: coperti solo tre posti su 74. In 110mila senza dottore

Mercoledì 5 Ottobre 2022 di Mauro Favaro
Azienda Zero ha assegnato tre nuovi medici di famiglia alla Marca ma 75 ambulatori restano ancora senza medico titolare
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TREVISO - Si sperava ne arrivassero di più. Le ultime assegnazioni timbrate da Azienda Zero porteranno nella Marca solo tre nuovi medici di famiglia: Luigi Doni nell’ambito di Villorba e Spresiano, Riccardo Garbin in quello che fa riferimento a Motta e Veronica Zaccariotto nell’ambito di Codognè. Restano ancora 74 gli ambulatori del trevigiano senza un medico titolare. La carenza di camici bianchi è sempre più pesante. A conti fatti, sono oltre 110mila i trevigiani senza un riferimento fisso in ambulatorio. E 150 sono proprio senza medico di famiglia. «Per scelta», sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca. Tra questi ci sono cittadini che hanno rifiutato dottori troppo lontani da casa, che non lo vogliono a causa di litigi e ruggini varie, così come giovani che si dimenticano di scegliere. Come si comportano in caso di necessità? Si rivolgono semplicemente al pronto soccorso.


Davanti a questo quadro, l’azienda sanitaria sta provando a correre ai ripari. Come? Sul tavolo c’è l’ipotesi di definire alcune zone non solo carenti, ma proprio disagiate a causa “dell’assoluta criticità nella copertura del servizio”. Un passaggio tecnico che consentirebbe di alzare lo stipendio dei medici che entrano in servizio in queste zone, magari accettando di salire da 1.500 a 1.800 assistiti. Si parla di 6,20 euro in più per paziente. Per chi dovesse avere il tutto esaurito, vorrebbe dire quasi 950 euro in più al mese. Si guarda in particolare alla fascia della pedemontana, ma anche alla zona tra Mogliano e Casale (dove mancano 11 medici), all’area che comprende Riese (ne mancano 7) e a quella che fa riferimento a Castelfranco (ne mancano 6). «Stiamo dialogando con i sindacati per trovare soluzioni alternative – conferma Benazzi – poter dare qualcosa in più ci consentirebbe di rendere alcuni posti più appetibili per i medici». «Avevamo proposto di inquadrare tutta la provincia come zona disagiata – rivela Bruno Di Daniel, segretario dello Snami di Treviso – ci rendiamo conto che è complicato, ma le difficoltà sono generali. Speriamo comunque che ci possa essere maggiore attenzione per alcune zone più in crisi». L’istituzione delle zone disagiate, in ogni caso, dovrà essere timbrata dalla Regione.

L’altra ipotesi è di attivare alcune guardie mediche di giorno. Ma qui ad oggi si fa fatica anche a coprire i festivi e le notti. Se ne parlerà forse più avanti. Nel frattempo continuano le uscite. Alla fine di ottobre Rossana Lanaro lascerà l’incarico di medico di famiglia dopo 36 anni passati nel suo ambulatorio di Vedelago. Paolo Piazza, invece, ha subito rinunciato all’incarico nell’ambito di Montebelluna, Trevignano e Caerano. Il mese prossimo Azienda Zero dovrebbe sfornare un altro giro di assegnazioni. E si spera che i numeri possano crescere. Le cose vanno un po’ meglio sul fronte dei pediatri. Anche qui, però, non mancano dei buchi. Alla fine di ottobre, tra l’altro, il pediatra Vincenzo Currò lascerà l’incarico a Conegliano dopo 40 anni. I suoi 783 piccoli assistiti verranno assorbiti dagli altri pediatri, compresi quelli che hanno accettato di alzare il loro massimale. Da Azienda Zero, intanto, è arrivata una nuova assegnazione. E’ quella che riguarda la pediatra Maria Domenica Ceravolo, che entrerà in servizio a Chiarano. In tutto ciò restano due le zone carenti per i pediatri di libera scelta: una a Oderzo e l’altra ad Asolo.

Il dialogo tra Usl e sindacati, infine, si allarga anche alla carenza di medici negli ospedali. Qui mancano all’appello almeno 100 specialisti. Tra gli ospedali più in difficoltà c’è quello di Montebelluna, ma non solo. L’obiettivo ora è rendere attrattivi per i camici bianchi anche centri periferici rispetto al Ca’ Foncello. Qui non si può puntare ad aumentare gli stipendi tout court. L’unica via è quella di offrire servizi aggiuntivi. In questo senso si sta lavorando per attivare opportunità parallele che vanno da un possibile aiuto sul fronte della casa a convenzioni con asili nido pronti ad accogliere i figli dei dottori con una serie di agevolazioni, a partire dagli orari organizzati in base ai turni di lavoro.

Ultimo aggiornamento: 17:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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