Domenica 20 Ottobre 2019, 18:35

​Gli amici piangono Massimo Borsato: «Ciao Maki, ora sei libero»

PER APPROFONDIRE: massimo borsato, morto, treviso
Gli amici piangono Massimo Borsato: «Ciao Maki, ora sei libero»

di Elena Filini

TREVISO «Mi piace ricordarti così, scherzando nel luogo che più di tutti era casa tua, il palcoscenico, con quel tuo sorriso divertito mentre giocavamo con le nostre marionette. E il video dove hai insegnato al mio Lorenzo a calare la sua prima corda? Ci sono delle cose che rimangono per sempre. La morte è solo un tramite per andare in un'altra dimensione, come il binario 9 e 3/4. Buon viaggio, sarai sicuramente in una graticcia più grande e spaziosa, però ci hai veramente fatto un brutto scherzo». Quella foto è rimasta appena da tantissimi anni sul suo frigorifero. Ed è ancora lì. Se l'è fatta girare da sua moglie Laura il pianista Federico Brunello: «Sono a Pechino per lavoro, questa notizia mi ha davvero sconvolto», conferma. Avevano lavorato insieme a tante produzioni, tra cui quella del Don Giovanni di Eugenio Monti Colla.  Le parole di Brunello sono la voce di un teatro in cui Massimo Borsato ha lavorato per vent'anni. Di un luogo che conosceva benissimo, in cui aveva imparato molte e cose. E dove tutti gli volevano bene per quello che era, con le sue fragilità. Il silenzio ieri al Teatro Mario del Monaco, era pesante. Si era da poco diffusa la notizia che l'uomo rinvenuto alle 11 in una stanza dell'Hotel Treviso era proprio Maki Massimo Borsato, 47 anni, figlio del sarto Paolo e nipote dello stilista Mario Borsato. Anche l'amica che lo aveva ospitato nell'ultima settimana era senza parole: non aveva colto che la ferita fosse così profonda. «Ciao Maki. Ovunque tu sia che tu sia libero davvero, come hai sempre voluto. Cuore gentile, amico - scrive un'altra collega del gruppo sarte del Del Monaco - non è importante contare quante volte ci siamo visti, salutati e abbracciati, ma che tu sia nel cuore di chi ti ha voluto bene». 
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