Investì in retromarcia e uccise una pensionata, condannato il cugino del sindaco: «Ma non fuggì dopo l'incidente»

Venerdì 17 Settembre 2021 di Redazione
L'incidente nel novembre de 2019in via dei Carpani a Castelfranco
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CASTELFRANCO - Roberto Marcon, cugino del sindaco di Castelfranco, è stato condannato, con rito abbreviato, a un anno e sei mesi per omicidio stradale con la sospensione della pena. È stato poi assolto dall’imputazione di fuga. Il 9 novembre del 2019 aveva investito e ucciso la 74enne Graziella Geremia, di Rossano Veneto, senza poi fermarsi. Lui dirà che era convinto di essere stato centrato da un sasso, magari lanciato da ragazzi. Ma dopo aver visto in rete, una volta tornato a casa, che la polizia stradale stava ricercando un’auto “pirata” che aveva causato un incidente mortale proprio lì dove era transitato lui, la notte successiva si era costituito, assistito dal legale Aldo Pardo. Ieri la condanna che ha riconosciuto, però, il concorso di colpa della vittima che, secondo la ricostruzione, ha attraversato sotto braccio alla figlia, non sulle strisce pedonali, che si trovavano ad una trentina di metri dal punto dell’impatto. Inoltre le due donne si sarebbero mosse in senso obliquo rispetto alla carreggiata e non perpendicolarmente.

I FATTI
Marcon era stato rinviato a rinviato a giudizio dal gip Gianluigi Zulian e ieri il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di 3 anni e 10 mesi senza sospensione della pena. L’incidente è stato ricostruito ed è emerso che l’auto condotta da Marcon era diretta verso il centro commerciale “I Giardini del Sole” quando aveva travolto l’anziana Graziella Geremia che si trovava alla sinistra rispetto alla figlia e si stavano recando a trovare una conoscente in via dei Carpani. L’impatto era avvenuto con tale violenza da scaraventare la donna ad una ventina di metri. La morte della Geremia era sopraggiunta immediatamente come avevano constatato i sanitari del Suem 118, arrivati sul posto. La figlia, invece, che si era sentita strappare la madre dalle mani, era caduta battendo il viso e aveva riportato la frattura del setto nasale, per cui era stata ricoverata in ospedale. Sul luogo dell’incidente era intervenuta una pattuglia della Polstrada che aveva eseguito i rilievi dell’incidente recuperando anche numerosi pezzi dell’auto pirata, compreso frammenti di vetro del fanale anteriore e dello specchietto.

LE RICERCHE
Grazie ad alcuni testimoni oculari erano poi scattate le ricerche della vettura, che avevano permesso col passare delle ore di raccogliere elementi che probabilmente avrebbero fatto arrivare in breve tempo all’individuazione del responsabile. Cosa che non si era resa necessaria visto che Roberto Marcon si era poi costituito.

Ultimo aggiornamento: 07:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA