Marco ucciso da un treno a 17 anni, l'insegnante: «Mi parlò di satanismo»

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Nicola Endimioni
Marco Cestaro e i binari a Lancenigo di Villorba: lì vicino è stato trovato morto
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VILLORBA - «Vorrei essere l’addetto alla crocifissione di Gesù». È l’1.57 di notte del 12 gennaio di tre anni fa, quando in una chat di gruppo viene postata questa frase. La scrive un amico di Marco Cestaro, il 17enne di Villorba iscritto all’istituto alberghiero di Lancenigo, che 4 giorni dopo verrà trovato agonizzante lungo la tratta ferroviaria Treviso-Udine e che poi morirà all’ospedale Ca’ Foncello. Un caso umano e giudiziario, quello relativo al decesso dello studente, che fatica ad arrivare a una unica verità. Anzi, il mistero si infittisce perchè sulla vicenda si allunga anche l’ombra del satanismo. Secondo la procura Marco si è gettato sotto il treno ed è morto suicida. Secondo la mamma, Anna Cattarin, è stato picchiato a morte, e chi lo ha aggredito ha poi inscenato il suicidio. A marzo il gip deciderà se accogliere la richiesta del magistrato che chiede di chiudere il caso o se disporre nuove indagini, come sollecita la famiglia di Marco. E tra gli aspetti da approfondire secondo gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, che insieme allo Studio 3A assistono la famiglia del ragazzo, ci sarebbe ora la pista satanica.

LA SCOPERTA
Dieci giorni dopo la morte di Marco, la mamma riattiva la sua scheda telefonica, e scopre che il figlio era iscritto a una chat di gruppo +256 che conta tra i membri anche amici e compagni. Molte conversazioni risultano cancellate, ma non tutte. Come quella del 7 gennaio, avvenuta tra due amici pochi giorni prima del fatto. Uno dice: “Aspetta ma devo farlo io?” E l’altro risponde: “La morte”. Il primo riprende: “Quindi io”. “Noi” la risposta. Ancora il primo interlocutore: “Due insieme va bene El Nazareno”. Il 12 gennaio invece un altro ragazzo scrive: “E poi vorrei essere l’addetto alla crocifissione di Gesù”. Questa frase viene postata all’1 e 57 minuti. Sette ore dopo Marco Cestaro ha lezione con l’insegnante che lo segue. È grazie a lei che Marco sta migliorando. A scuola, nella vita. Ha una fidanzata e ha adottato un cagnolino.

L’INSEGNANTE
E quel giorno Marco le fa una domanda. «Prima di andar via mi chiede: lei sa qualcosa sul satanismo? Marco aveva ansia: era spaventato dalla sua stessa domanda. Lui mi ha chiesto soltanto se potevo informarmi e mi ha rivelato che a luglio aveva partecipato ad un rave party in cui era convinto che tutti i ragazzi presenti invocassero il demonio. E che temeva che quel rito lo avesse coinvolto nel satanismo, e che potesse procurare del male alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari» dichiara l’insegnate. Il giorno dopo, 16 gennaio, Marco non andrà a scuola, e nel tardo pomeriggio verrà trovato agonizzante lungo i binari. A qualche centinaio di metri dalla stazione di Lancenigo.

GLI INTERROGATIVI
Le analisi tossicologiche delle urine rivelano un dato oggetti: Marco è risultato negativo a ogni sorta di sostanza stupefacente. E allora il demonio? Il Diavolo? Il Satanismo? Non possono essere una visione. Almeno secondo i legali della famiglia insistono molto su questo punto. E proprio guardando quelle chat che sembrano richiamare il satanismo, Anna Cattarin, ha notato un’altra cosa strana. Nel momento in cui ha riattivato la scheda del figlio (25 gennaio) ha visto che tutte le chat su WhatsApp sul gruppo “256” si erano interrotte, proprio nel periodo compreso tra il 12 e il 18 gennaio. E che in molti in quei drammatici giorni avevano abbandonato il gruppo. 

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 15:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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