Mamma suicida dal ponte a Vidor, come sta il bambino: operazione e il primo sorriso

Martedì 23 Febbraio 2021 di Lucia Russo
Mamma suicida dal ponte a Vidor, come sta il bambino

VEDELAGO - Un accenno di sorriso, un balbettio, un movimento. Piccoli segni che sono però la cifra della speranza che, nella tragedia, anima il papà e i parenti del piccolo sopravvissuto. L'abbraccio ferreo in cui lo ha stretto mamma Margherita nella caduta che l'ha uccisa, a lui ha salvato la vita. E ora, ad appena un anno e mezzo e due giorni dopo il drammatico volo dal ponte di Vidor, sta facendo vedere quanto sa essere forte. Sta decisamente meglio, il recupero è addirittura oltre le aspettative. «È stato operato al femore fratturato -spiega il direttore dell'Usl, Francesco Benazzi- Sta meglio, soprattutto ora con il papà e i familiari vicini a lui». Il bambino è avvolto dall'affetto dei suoi cari e del papà che, da quando è stato trasferito dalla Rianimazione alla Pediatria dell'ospedale Ca' Foncello, sta con lui ogni momento disponibile. Per l'ultimo saluto a Margherita Bandiera bisogna invece attendere. È stata fatta l'ispezione cadaverica sul corpo della 31enne, ma si è ancora in attesa della decisione del pm sull'eventuale autopsia. Elemento fondamentale per procedere poi con i funerali.

 

Come sta il bimbo

«Il piccolo sta recuperando bene e speriamo continui così -prosegue Benazzi- A confermarlo è stato il dottor Martelossi, il primario della Pediatria. Appena si riprenderà completamente dall'intervento potrà tornare a casa». Nella caduta ha riportato una frattura del femore, per la quale è stato operato subito dopo il ricovero, e una commozione cerebrale. «La mamma lo teneva stretto forte tra le sue braccia, altrimenti avrebbe avuto altre conseguenze, decisamente peggiori» aggiunge il direttore confermando la ricostruzione della caduta prodotta dai carabinieri, con il corpo della madre che ha fatto da scudo tra il figlio e i sassi. Dopo il tremendo gesto suicida in cui lo ha trascinato con sé, Margherita ha finito per proteggere il suo piccolo proprio nel momento di massimo rischio, quando l'impatto con le rocce sarebbe stato senza ritorno. L'ha stretto a sè e l'ha salvato.

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Chi era la mamma

L'intera comunità di Fanzolo si è stretta attorno alla famiglia. A ricordare Margherita sono i compaesani e i commercianti che la descrivono come una donna bellissima e solare. Nessuno si aspettava una tragedia simile. «Era attiva in parrocchia, dava una mano anche con la sagra -afferma il parroco Ivan Feltracco- Poi si sa, con i bambini piccoli diventa più difficoltoso frequentare le attività, ma era molto disponibile e propositiva, con spirito d'iniziativa. Quando sono arrivati qui sono andato a trovarli a casa, ho benedetto la nuova abitazione. Erano ben inseriti nella comunità, siamo molto scossi. Durante il Rosario di domenica c'è stata tanta partecipazione. In questo periodo di Covid è difficile stringere dei rapporti, soprattutto per una ragazza che si è trasferita qui da poco, in piena pandemia. Siamo tutti vicini alla famiglia». Quanto abbia potuto influire il distanziamento forzato di questi mesi in una persona fragile, che aveva comunque bisogno del calore della sua comunità, è una domanda destinata a restare senza risposta. Ma di sicuro i lunghi mesi di confinamento a causa del virus non hanno giovato. Il parroco è andato personalmente dai parenti del marito: «Sono molto scossi, il piccolo è vivo per miracolo e questo lo percepiscono -afferma- Da un lato c'è il dolore, dall'altro la fede. Sono una famiglia molto devota alla Madonna del Caravaggio, ci siamo stretti nella preghiera ma stanno vivendo questo momento con grandissima dignità». 

 

Ultimo aggiornamento: 11:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA