Addio Federico, a 21 anni la scoperta di quella terribile malattia rara, la lotta e la fine

Sabato 27 Novembre 2021 di Gabriele Zanchin
Addio Federico, a 21 anni la scoperta di quella terribile malattia rara, la lotta e la fine

CASTELLO DI GODEGO (TREVISO) - «Una nuova stella si è accesa in cielo, il nostro amatissimo Federico che ha lasciato a tutti noi il dono più grande, i suoi organi». Con queste parole cariche di commozione la famiglia Pegoraro ha annunciato la morte di Federico, Fede per tutti, di soli 24 anni. Federico lottava dall'aprile del 2018 contro una forma di malattia rara che lo ha portato progressivamente alla morte, avvenuta giovedì sera. Con il consenso della famiglia sono stati donati gli organi, come ultimo gesto di un ragazzo splendido, sensibile, amato in paese davvero da tutti. Aveva anche scritto un romanzo Sunrise: c'è ancora musica per le mie orecchie che doveva essere presentato nei prossimi giorni, libro esperienziale basato sulle proprie sofferenze ma anche sulla speranza per il futuro.


RAGAZZO SPECIALE

«Era un ragazzo che amava la vita, che l'ha amata fino all'ultimo -spiegano i familiari, papà Giuseppe contitolare dell'Omp azienda di Castello di Godego, la mamma Gabriella e i fratelli Matteo e Luca- e nonostante la malattia era riuscito a raggiungere tanti obiettivi e avrebbe voluto fare grandi cose». Fede infatti era un ragazzo che vedeva sempre oltre la siepe. Era stato così al Cavanis di Possagno dove ha superato brillantemente il liceo scientifico: «Era bravo a scuola e capiva più di altri in matematica e fisica -spiega il professor Giancarlo Cunial- ed era anche tenace». Poi il ragazzo si iscrive all'Università di Padova in Biologia molecolare, con un futuro da scienziato già scritto. Nei primi tre anni Federico, nonostante i primi segnali della malattia, non ha problemi a dare gli esami. Ma nel 2018 inizia il suo vero esame e lo affronta con carattere: «Voleva entrare in sala operatoria sempre a piedi non in carrozzina -spiegano dalla famiglia- il carattere è stata la sua forza».


LOTTA COL SORRISO

Infatti ha affrontato con coraggio varie operazioni in Italia e all'estero, sempre con l'obiettivo dichiarato di riprendersi la vita. E in parte è stato così perché nonostante la malattia lo bloccasse a letto quasi immobile, con l'aiuto della famiglia scriveva splendide poesie ed è riuscito anche ad ultimare il suo romanzo che parla di un ragazzo che perde e poi recupera l'udito, iniziando così una nuova vita. Riprendono i familiari: «Una cosa che ci ha commosso è stata vedere sempre tanti amici intorno al suo letto. Quelli della classe del 1997 ed altri, che si tenevano informati sulle sue condizioni». Federico era un ragazzo appassionato. Gli piaceva la scienza, ma anche leggere e viaggiare e poi il calcio, il tifo per la Juventus e per la Godigese. E poi la musica al punto da applicarsi un impianto per sentirla e riconoscerla visto che non aveva più l'udito. Ora la comunità godigese si sta preparando per l'ultimo saluto a Federico. Questa sera alle 19.30 la recita del rosario in chiesa parrocchiale mentre il funerale è stato fissato per lunedì alle 15.

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