Luciano Benetton, rigore etico nel bilancio: «Risultati rilevanti considerato il contesto economico»

Giovedì 30 Luglio 2020 di Mattia Zanardo
Luciano Benetton
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TREVISO - Vendite ancora in contrazione, ma prosegue il contenimento delle perdite, in attesa di poter valutare appieno l'impatto dell'emergenza Covid. Nel 2019 Benetton Group continua lo sforzo di rilancio e riposizionamento nel settore dell'abbigliamento, suo storico e principale business. Lo sottolinea anche il presidente Luciano Benetton, nella lettera in apertura al bilancio integrato (nel quale, ai dati risultati finanziari, si affiancano le performance nell'ambito della sostenibilità sociale e ambientale), diffuso ieri dal gruppo trevigiano: «I risultati assumono ancora maggiore rilevanza perché ottenuti in un contesto macroeconomico complesso, senza mai derogare a principi o valori in cui Benetton crede da sempre. È dal 1965 che ci poniamo l'obiettivo di non essere soltanto un'azienda di moda, ma un moltiplicatore di coscienza sociale, un veicolo di valori e di emozioni. Chi sceglie i nostri marchi non solo indossa Benetton, ma ha Benetton dentro», scrive il maggiore dei fratelli fondatori.


Nella scorsa annata, il colosso dell'abbigliamento ha generato un valore economico pari a poco più di un miliardo e 190 milioni di euro, circa 114 milioni in meno del 2018 (l'8,7%) e 151 rispetto al 2017. Una flessione, si legge nel documento, «imputabile ad un trend negativo delle vendite nette che hanno risentito sia della riduzione del perimetro commerciale, sia delle avverse condizioni climatiche degli inizi di stagione». I ricavi si attestano, infatti, a un miliardo 148 milioni, contro il miliardo 230 milioni dell'anno precedente. L'analisi geografica rivela un gruppo ancora fortemente concentrato sull'Italia e l'Europa: un terzo delle vendite (377 milioni) deriva dal mercato nazionale e un altro 41% degli altri paesi del Vecchio Continente, mentre il resto del mondo pesa per il 26%. Il valore distribuito ai dipendenti, 7.310 in tutto il mondo, è rimasto in sostanza invariato (222,6 milioni), in contrapposizione alla netta riduzione dei costi operativi, passati nel giro di due anni da oltre 1,1 miliardi a 846 milioni. A fine 2019, i due marchi del gruppo United Colors e Sisley campeggiavano su 4.468 vetrine, comprese quelle in franchising o a gestione indipendente, di cui 1.249 nel Belpaese (in totale il calo, in dodici mesi, è stato di 250 unità). Le perdite, fanno sapere da Ponzano, pur senza quantificare, sono in linea con il 2018 e in diminuzione sul 2017.
Le strategie dell'azienda, al cui timone dall'aprile scorso c'è il nuovo amministratore delegato Massimo Renon, puntano su sostenibilità, innovazione, maggiore qualità. Ad esempio, oggi l'80% delle fibre nei capi United Colors of Benetton è di origine naturale e dunque ha un impatto inferiore sull'ambiente (il gruppo ha prodotto in totale 76 milioni di capi). L'obiettivo è arrivare ad utilizzare solo cotone sostenibile in tutte le collezioni entro il 2025. E ancora, l'importazione delle merci via treno/gomma dalla Cina ha permesso di risparmiare il 90% di emissioni di CO2, mentre l'84% dei rifiuti prodotti nel campus di Ponzano e Castrette sono stati differenziati. Sul fronte sociale, si rafforzano le iniziative per garantire un trattamento equo e corretto in tutta la catena di fornitura: il bilancio integrato evidenzia come, nel 2019, siano stati valutati gli impatti sociali di più di 300 fornitori, il 70% dei quali ha intrapreso un processo di correzione delle non-conformità, mentre 18 rapporti commerciali sono stati interrotti.
Su tutto, ora, incombe l'incognita Covid: «Molte cose sono destinate a cambiare nota Luciano Benetton -. Forse anche il nostro modo di essere e di comportarci come esseri umani. Cercheremo di reagire al meglio: nel corso della sua lunga storia, Benetton Group ha affrontato e superato molte situazioni difficili, approntando le misure necessarie e guardando al futuro. Anche in questo caso procederemo restando fedeli ai nostri valori e vicini ai nostri negozianti-imprenditori, fondamentali per il nostro successo».
Mattia Zanardo
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