Zaia: «La curva si sta raffreddando. Casi e quarantene, chieste modifiche al governo». Contagiato il vertice della sanità veneta: Lanzarin e Flor positivi Video

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Raffaella Ianuale
Luca Zaia in dirette da Marghera oggi 17 gennaio 2022
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Luca Zaia torna in diretta oggi 17 gennaio 2022 per gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia. Il presidente della Regione ha già annunciato che questa, per il Veneto, sarà «la settimana cruciale» citando i dati dei ricoveri ospedalieri, in particolare quelli delle terapie intensive. Perché ormai si è capito che la variante Omicron, predominante nella regione stando alle sequenziazioni eseguite dall'Istituto Zooprofilattico, è contagiosissima e infatti il numero dei positivi è sempre alto, sull'ordine dei 20mila casi al giorno, ma grazie alle vaccinazioni ci sono tantissimi asintomatici, i cosiddetti positivi per caso. Per questo per ora gli ospedali sembrano reggere.

Ospiti di oggi la professoressa Francesca Russo e il professor Vincenzo Baldo, del dipartimento di Medicina molecolare dell'Università di Padova, autore di uno studio su Covid e contagi che confronta come si è comportato il virus con i vaccinati e con i non vaccinati.

Affrontati anche i problemi della necessità di introdurre l'auto-test, di rivedere le quarantene, di distinguere nei conteggi chi è in ospedale per Covid e chi è positivo ma ricoverato per altre patologie.

Lanzarin e Flor positivi

L'assessore veneta alla Sanità, Manuela Lanzarin, e il direttore regionale della Sanità, Luciano Flor, sono positivi al Covid-19. «Sono asintomatici - dice Zaia in diretta durante il punto stampa - vaccinati con terze dosi. Mi hanno pregato di comunicarlo e sono in buone condizioni».

 

Le proposte venete

«Sembra che tra oggi e domani il ministro della Salute Roberto Speranza voglia fare una riunione urgente - spiega il presidente Zaia - Nel dibattito nazionale ci sono ora questioni di cui io parlo da tempo, come identificazione di caso positivo, rivedere il colore delle zone e semplificare le procedure, ma anche la possibilità di eseguire il tampone a fine isolamento in farmacia e di fare l'auto-test».

 

 

IL BOLLETTINO

Sono oltre 23 milioni i tamponi eseguiti da inizio pandemia. Oggi: 6.381 positivi in 24 ore a fronte di oltre 50mila test, con una incidenza di positività al 12,69%, «siamo di gran lunga al di sotto della media nazionale» dice Zaia. Gli attualmente positivi sono 256.274, i ricoverati sono 1.971 (+38), dei quali 1.766 in area non critica e 205 (+7) in terapia intensiva. Totale morti 12.753 (+28).

Settmana cruciale

«È innegabile che da qualche giorno, tocchiamo ferro, sembra ci sia una fase di plateau, che la curva si sia raffreddata e appiattita. Questa settimana è però cruciale. Abbiamo il dato negativo di 200 persone in terapia intensiva, ma d'altra parte ormai da una decina di giorni rimaniamo su questi numeri - spiega Zaia - è chiaro che il vaccino ha fatto il suo lavoro. A oggi possiamo dire che abbiamo scontato i "bagordi" e le feste di Natale; nella contabilità sanitaria il paziente che entra adesso in ospedale non è reduce dalle festività, per questo la curva sembra si stia fermando. Occorre capire se questa settimana sia il giro di boa o preluda a scenari ancora non tranquilli». Ricordiamo che in Veneto l'occupazione in area medica è del 25%, quella delle intensive è al 20%, l'indice Rt è dell'1,31 e l'incidenza è di 2.400 casi su 100 mila persone. «Uno scenario che cambia grazie alle vaccinazioni. Con questi numeri, senza vaccini, sarebbe stata una strage».

Vaccinazioni

Già eseguite 2.330.000 dosi booster, la copertura vaccinale dei veneti è dell'88,9%. «Per metà febbraio in Veneto raggiungeremo il 90% dei vaccinati. Funzionano gli open day del fine settimana e continueremo a farli. Abbiamo molti genitori che si fanno la prima dose insieme ai figli».

Gli asintomati

«La mole di asintomatici ci induce a fare delle riflessioni che prima sarebbe stato poco scientifico affrontare. Sappiamo - precisa Zaia - che anche l'asintomatico contagia, ma sappiamo anche, e ci sono studi a dimostrarlo, che molti sono non contagiosi. Abbiamo fatto proposte al governo per la modifica della definizione di 'caso', come dice l'Ecdc, per l'utilizzo dei test fai-da-te, avendo più fiducia nei cittadini, per i tamponi di fine quarantena, da fare in farmacia o dal dottore, e infine per la modifica del colore delle zone. Siamo ancora preoccupati, non stiamo abbassando la guardia, ma siamo sul crinale. Bisognerà capire se dopo c'è il precipizio o la terra salda. Penso che non possiamo far restare a casa mezzo Veneto, il mio pensiero - conclude - va alle imprese che sono in grande difficoltà».

Varianti

Omicron e Delta: sono le due varianti più presenti oggi in Veneto. La Delta è più pericolosa per i polmoni. Mentre la Omicron è molto contagiosa, ma da come si comporta sembra meno pericolosa specie per chi è vaccinato.

L'autotest

«Non possiamo pensare di mandare in isolamento metà Veneto, le aziende non sarebbero in grado di proseguire - riprende Zaia - ad oggi l'utilizzo dell'auto-test non è autorizzato, non c'è nessuna carta sul territorio che permetta alla Regione un uso di questo dispositivo. Noi  abbiamo interesse che questo decolli, siamo pronti, ma c'è il problema della formula autorizzativa».

I tamponi di fine isolamento

«Abbiamo già chiesto con una circolare che il tampone di prima generazione possa essere utilizzato per chiudere la quarantena. Sono tamponi che fanno i medici di base, i pediatri e anche le farmacie».

Modifica conteggio dei positivi

Avanzato al governo anche il problema di distinguere chi è in ospedale perché ha contratto il Covid da chi ha altre patologie e risulta positivo al virus. «Ho sentito dire - prosegue Zaia rispondendo ai giornalisti - che i positivi per caso in ospedale sono un falso problema, ma ci fanno passare di zona. Per cui questa modifica nel conteggio è fondamentale e deve essere immediata. Su 131 ricoverati nell'azienda Verona, 50 sono stati definiti "Covid per caso", partorienti che vanno in ospedale per partorire e si trovano positive per caso, ma questi 50 vanno nelle contabilità per il passaggio di colore».

LO STUDIO VENETO

Il professor Vicenzo Baldo, del dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova, illustra lo studio che ha per obiettivo verificare l'efficacia sul campo di quanto successo durante la pandemia.  Il periodo preso in analisi dallo studio va dal 27 dicembre 2020 al 7 settembre 2021, quindi prende avvio con l'inizio delle vaccinazioni. Sono state 2.270.000 le persone coinvolte. Per quanto riguarda la contrazione del virus c'è un'incidenza del 4,9% ogni 100mila abitanti nei non vaccinati e dello 0,6% tra i vaccinati. Nelle ospedalizzazioni c'è una percentuale del 2,9% ogni 100mila abitanti per i non vaccinati e dello 0,3% per chi è vaccinato. La mortalità è dello 0,7% per i non vaccinati e dello 0,06% per i vaccinati. Inoltre il vaccinato si negativizza 6 giorni prima del non vaccinato e se finisce in ospedale viene dimesso 5 giorni prima del non vaccinato. «Questo ha comportato un risparmio di 36 milioni per la sanità veneta - spiega Baldo -  un dato stimato solo sulla base dei 2.270.000 casi presi in analisi».

La quarantena

La dottoressa Francesca Russo: «Abbiamo chiesto al governo una semplificazione, perché non si può pensare di tenere così tante persone in quarantena. E' necessaria una semplificazione ed è possibile attuarla perché le condizioni sono cambiate». Al governo sono stati chiesti anche chiaramenti sulla scuola: c'è stata una intersecazione di indicazioni e decreti che ha creato delle incongruenze. «Una situazione come questa è di alta positività, ma anche di controllo - conclude Russo -  quindi alcune regole possono e devono essere cambiate».

Lo spot in cinese

E infine il presidente Zaia si è dilettato a ripete lo spot di benvenuto per le Olimpiadi di Cortina in cinese. «Anzi - scherza - Se qualcuno mi sente e conosce il cinese, mi corregga pure la pronuncia».

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Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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