​Loria. Morto don Gabriele Bernardi, è stato sacerdote per 45 anni

Martedì 2 Giugno 2020 di Raffaella Gabrieli
​Loria. Morto don Gabriele Bernardi, è stato sacerdote per 45 anni
LORIA - «Impariamo ad ascoltarci e a comprenderci. E anche a sorridere di più». Con questo inconsapevole messaggio di addio don Gabriele Bernardi, originario di Loria, ha dato il commiato alle comunità di Selva di Cadore, Pescul e Colle Santa Lucia. Andandosene, in silenzio, la sera di domenica 31 maggio. Dopo un'intensa giornata di cerimonie per rendere onore alla Pentecoste.

Il sacerdote 71enne è stato trovato privo di vita ieri mattina da una parrocchiana dopo che si era recata in canonica per comprendere la ragione della mancata presenza in chiesa del parroco per la messa della seconda giornata di Pentecoste. L'ha trovato seduto sul divano, con la cena ancora da consumare preparata sul tavolo, morto probabilmente per un infarto. 

IL MALORE
Don Gabriele era atteso ieri mattina, alle 8 nella chiesa di Colle, per l'ora di adorazione del secondo giorno di Pentecoste. Ma era in ritardo. «Cosa strana per lui che era puntualissimo - afferma il sindaco Paolo Frena, presente in chiesa - Ho provato a chiamarlo ma il telefono suonava a vuoto. Allora ho chiesto a mia sorella Annalisa di andare in canonica a Selva per capire se ci fosse qualche problema in corso. Nel frattempo, confidando in un semplice contrattempo, abbiamo avviato la cerimonia. Ma di là a poco è tornata mia sorella a darmi la drammatica notizia. A quel punto mi sono recato in canonica e ho avvisato il vescovo nonché chi di dovere in queste situazioni».

IL SACERDOZIO
Nato a Loria il 2 ottobre 1948, don Gabriele Bernardi è stato ordinato presbitero a Limana il 26 luglio 1975. In seguito ha ricoperto il ruolo di cappellano a Longarone e a Limana. Poi è stato parroco ad Arabba e successivamente a Cencenighe e San Tomaso Agordino. Per più di dieci anni dal 1998 ha svolto a Gerusalemme il particolare servizio di accoglienza dei pellegrini presso il Santo Sepolcro, un ruolo che ha sempre amato profondamente. Invece dopo la tragica scomparsa di don Francesco Cassol, nella notte tra il 21 e il 22 agosto 2010, era rientrato in diocesi per diventare, in sostituzione del confratello, parroco di Longarone, Igne, Fortogna e Ospitale di Cadore: era il dicembre 2010.

Nell'autunno del 2018, infine, ha assunto la guida delle tre parrocchie dell'Alto Agordino di Selva di Cadore, Pescul e Colle Santa Lucia dove fino all'ultimo, domenica, ha condotto le cerimonie della Pentecoste. Un addio simbolico, al termine del percorso pasquale, tra i più significativi per la vita di un religioso, prima del riavvio del cosiddetto tempo ordinario. «La sua ricca personalità, la sua fervida e focosa predicazione, la sua spiritualità e la sua passione pastorale lasciano un vuoto immenso in tutta la comunità diocesana», si legge sul sito della chiesa Belluno Feltre. © RIPRODUZIONE RISERVATA