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Linea Light supera i 100 milioni e batte i problemi di fornitura con la rete locale

Domenica 31 Luglio 2022 di Maurizio Crema
Linea Light supera i 100 milioni e batte i problemi di fornitura con la rete locale

VENEZIA - Linea Light oltre i 100 milioni di fatturato dopo aver dribblato le difficoltà di approvvigionamento e rintuzzato i pesanti aumenti energetici di questi mesi con la filiera corta delle Pmi del territorio.
Il gruppo trevigiano pioniere nel risparmio energetico e al vertice mondiale dell'illuminazione led d'alta gamma fondato nel 1976 l'anno scorso ha messo a segno una crescita del 13% sul 2020 toccando i livelli pre pandemia e ora si prepara al grande salto. «Nel primo semestre abbiamo registrato una crescita del 15% malgrado l'incertezza dovuta alla guerra in Ucraina (in Russia c'è una filiale ormai non operativa, l'area con la Bielorussia valeva 4-5 milioni) e agli aumenti delle materie prime con problemi di reperimento dei componenti in arrivo dall'Asia - spiega Gianluca Salciccia, direttore marketing e commerciale, portavoce del proprietario Nicola Vendrame, presidente e Ad di Linea Light Group, che dal 2019 controlla anche il brand del design Stilnovo -. In luglio abbiamo però osservato un certo rallentamento dovuto anche all'incertezza sul Superbonus, ma contiamo di chiudere l'anno sempre in positivo con un + 9-10%, dunque sopra i 100 milioni di fatturato, 70% in arrivo dall'export».

La rotta dunque è sempre positiva in un un mercato in subbuglio sia sul fronte dei costi che della clientela finale. «Abbiamo ritoccato i nostri listini solo del 5% malgrado un aumento generalizzato di oltre il 50% dei prezzi di rame, zinco, nichel e acciaio. Senza contare l'alluminio. È in questi momenti che si vedono gli imprenditori veri pronti ad assorbire gli aumenti per conquistare nuove quote di mercato in Italia e all'estero come stiamo facendo», spiega Salciccia, che aggiunge: «Oggi per fortuna la situazione sembra essersi stabilizzata per quanto riguarda le materie prime anche se rimangono difficoltà nel reperimento di componenti come i microchip. Noi progettiamo i circuiti elettronici per garantire le migliori performance e la più alta qualità, ma i componenti arrivano da lontano. Ad aiutarci a superare questa crisi è stato che nel raggio di 40 chilometri dal quartier generale abbiamo oltre cento fornitori. La filiera corta, l'affidabilità e la qualità garantita dalle piccole imprese terziste vicine, ci permettono di tenere sotto controllo qualità e costi, così siamo rapidi e flessibili nel rispondere alla domanda».

Due i grandi obiettivi d'espansione all'estero da realizzare anche con grandi progetti. L'Asia, che ha visto nel 2021 la realizzazione di importanti commesse nella capitale cinese Pechino, tra cui il ponte Xinshougan in prossimità del lago Yongding Lianshi e il progetto illuminotecnico del Beijing Tongzhou Hejing Center, il moderno distretto industriale. L'altro polo d'espansione sono gli Stati Uniti, dove è operativa la controllata InterLux.

Il grande trampolino di sviluppo per il gruppo con quartier generale a Resana è lo stabilimento avveniristico e robotizzato a Vazzola, 150 addetti sui 330 complessivi in Veneto (una ventina le ultime assunzioni), 620 in totale. «Abbiamo raddoppiato l'unità produttiva con un investimento di 11 milioni - spiega Salciccia - proiettato nel futuro non solo per l'uso di Robot ma anche per i 2500 pannelli fotovoltaici che ci permetterono i fine settimana, quando è chiuso lo stabilimento, anche di vendere energia alla rete. La crescita sostenibile e la battaglia contro l'inquinamento fa parte della nostra filosofia, a Resana faremo altri investimenti per arrivare all'autosufficienza energetica. E poi cerchiamo di riciclare il più possibile i materiali che utilizziamo, dagli oli esausti agli scarti di lavorazione trasformati in semilavorati: ad esempio, il proiettore per esterni Clivo della collezione I-LèD nasce proprio così, recuperando trucioli di ottone che viene poi ritrasformato e reimmesso nel ciclo di vita del prodotto. Insomma, tecnologia avanzata, innovazione dei processi e i grandi investimenti su robot e logistica del magazzino ci permettono di avere uno stabilimento flessibile con una capacità produttiva potenziale che può sostenere la crescita prevista nei prossimi anni. Per esempio entro il 2025 contiamo di arrivare a 125 milioni».

2023 COMPLICATO
E l'anno prossimo? «Il 2023 è un terno al lotto, lo vediamo comunque in crescita ma più limitata rispetto agli ultimi anni», risponde Salciccia.
 

Ultimo aggiornamento: 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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