Pd, Puppato sfida Martella per la segreteria: «Io espressione della base, suicide le scelte al caminetto»

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Alda Vanzan
Laura Puppato
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PADOVA - Sfida a due per la guida del Partito Democratico del Veneto. Andrea Martella, 53 anni, veneziano ex sottosegretario all'Editoria, ha sciolto le riserve e accettato la candidatura a segretario regionale del Pd. Ma la sua non sarà una candidatura unitaria, benché voluta e sostenuta da tutte le componenti del partito. Ieri, infatti, si è fatta avanti la trevigiana Laura Puppato, 64 anni, imprenditrice nel settore assicurativo-finanziario, già sindaco di Montebelluna, già consigliera regionale, già senatrice. «La documentazione che ci ha presentato è in regola, le firme sono sufficienti», ha detto Annamaria Miraglia, presidente della commissione congresso, che ieri, nella sede del partito a Padova in via Beato Pellegrino, ha preso atto delle 357 firme raccolte «in pochi giorni». Con Puppato, a illustrare ai cronisti le ragioni di questa discesa in campo, il padovano Enzo De Biasi («Neoiscritto al Pd»), la mestrina Mariangela Rossini, il trevigiano Francesco Marchesini, le padovane Loretta Pasquato e Rossella Dalla Stella.


L'ACCUSA

Durissimo l'attacco a Martella, accusato di essere uomo di apparato, espressione della nomenklatura, una candidatura decisa a tavolino dai maggiorenti del Pd: «Tra l'altro viene pagato dal partito, consulente del ministro suo capocorrente, e ha fatto quattro legislature. Come farà a fare il lavoro che serve al Pd veneto? Ce lo spiegherà». Ancora: «È una cosa suicida prendere le decisioni in riunioni al caminetto». Puppato al contrario si è presentata come espressione della base («Io penso di assomigliare alla base più che ai dirigenti»), capace di determinare addirittura nuove iscrizioni al partito pur di votarla: «Sembrava non si aspettasse altro. Serve un cambio di passo totale, credo che la stagione dei lunghi silenzi e dei dotti interventi debba concludersi».
Puppato ha presentato un programma che contempla tra l'altro l'utilizzo della sede del partito («Porte aperte»), la richiesta al nazionale di avere almeno il 50% della quota del 2 per mille dell'Irpef devoluta dai contribuenti militanti («Perché noi ci avvaliamo di volontari, ma fare politica costa»), la rinuncia personale a qualsiasi incarico elettivo per i prossimi 3-4 anni. «Mi candido a fare l'allenatore del Pd veneto e l'allenatore di una squadra non può fare anche l'attaccante o il portiere. Significa - ha detto - che mi tiro fuori da qualsiasi ruolo per i prossimi tre, quattro anni». Significa, ha aggiunto De Biasi, che la candidatura di Laura Puppato a guidare il Pd non sarà un mezzo per passare poi al Parlamento italiano o a Bruxelles. «E ho anche rinunciato al vitalizio», ha aggiunto Puppato.
«Mi candido a fare il segretario con empatia e impegno, con chiarezza di obiettivi autenticamente avanzati ed europei - ha scritto nella lettera di intenti - restando fuori dai giochi e dedicando il mio tempo a questi esclusivi scopi, creare un coro di voci alternative al monologo asfittico che in Regione Veneto. Diventare centro operativo al servizio dei nostri circoli, dei nostri amministratori in prima linea, degli elettori che chiedono informazione e progettualità, comunicazione ma anche concretezza». Quanto alle alleanze, Puppato ha confermato la sua «sensibilità» di ambientalista per +Europa e il M5s.

Ultimo aggiornamento: 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA