«La Lancia Fulvia è un monumento troviamole un posto al Cerletti»

Sabato 9 Ottobre 2021 di Pio Dal Cin
La Lancia Fulvia davanti all'edicola di Conegliano
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CONEGLIANO - Ieri la casa di Angelo Fregolent, proprietario della Lancia Fulvia diventata oggetto di attenzione dei media nazionali, era un viavai continuo di giornalisti di testate e di emittenti. La notizia dell'auto ferma da quarant'anni non poteva passare inosservata. Assieme al polverone mediatico che si è sollevato c'erano anche voci di una possibile rimozione del veicolo, mal comandante della polizia locale Claudio Mallamace chiarisce: «L'auto di cui parliamo è stata, in passato oggetto di considerazioni e riflessioni sul modo in cui doveva essere gestita; eravamo sul pezzo per trovare una soluzione. Adesso è tutto fermo, ma la questione relativa alla Lancia Fulvia andrà affrontata non appena si insedierà la nuova amministrazione».

IL PROBLEMA

Il fatto è che i quattro parcheggi nel breve tratto di via Zamboni dove si trova la Fulvia verranno eliminati e spostati in un luogo da destinarsi. «La strada è molto trafficata - spiega Mallamace - e i parcheggi, come sono sistemati ora, consentono solo il parcheggio con due ruote sul marciapiede e le altre due sulla carreggiata. Questo, oltre che a creare problemi al flusso pedonale degli studenti che si recano al Cerletti, è diseducativo; per cui, prima o poi dovremo riprendere in mano la situazione. La mia proposta sarebbe di spostare l'auto in un luogo vicino, magari all'interno dello stesso istituto, dopo aver ovviamente sentito il parere della direzione della scuola, in una pedana che potrebbe ospitarla e dove rimarrebbe come quel monumento che sembra essere diventata in questi giorni. Il proprietario ha sempre pagato bollo e assicurazione per cui dal punto di vista burocratico non ci sono infrazioni».

IL PROPRIETARIO

Angelo Fregolent ieri era particolarmente felice di tutta l'attenzione che è stata dedicata alla sua vettura e non gli dispiacerebbe la soluzione prospettata dal comandante: «Certo che sarei contento di vederla valorizzata come merita» afferma il 94enne, lucido nei ragionamenti, con un buonissimo udito e con una vista che gli permette di leggere senza occhiali. «È affezionato a quella macchina come fosse una seconda moglie - scherza la coniuge Bertilla Modolo, dieci anni più giovane - L'importante per lui è che non venga trattata come un rudere. Certo, ha bisogno di essere presa per mano e rimessa a posto, resta comunque un'auto d'epoca che potrebbe interessare a qualche collezionista. A mio marito preme solo che sia qualcuno che ne apprezzi il valore sentimentale e che le dia la giusta collocazione». «Siamo disponibili a tutte le soluzioni possibili - ribadisce Angelo - Anche a cedere parte della proprietà dove creare parcheggi che consentano il flusso normale dei pedoni. Io sono disponibile a ogni soluzione che valorizzi questo piccolo borgo dove prima c'erano un bar e la nostra edicola con il tabacchino. Il bar non c'è più e noi abbiamo chiuso due anni fa quando mi sono infortunato a seguito di una caduta. I simboli del quartiere erano due; la Lancia Fulvia e il vecchio pioppo centenario di fronte all'edicola che ha dovuto essere abbattuto nonostante gli sforzi ed i tentativi di risanarli» Angelo si ricorda anche del giovane Luca Zaia che passava davanti al suo negozio: «Me lo ricordo bene, perché si fermava ad acquistare dei toscanelli alla menta. Li prendeva solo lui e non poteva certo passare inosservato. Ma era tanti, tanti anni fa».
 

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