Furto della "bici in bambù" in piazza dei Signori a Treviso. Il proprietario: «Offro una ricompensa a chi la ritrova»

Martedì 11 Aprile 2023 di Maria Elena Pattaro
Furto della "bici in bambù" in piazza dei Signori a Treviso

TREVISO - Centoventi ore per costruirla. Un anno intero a caccia degli accessori giusti. E pochi maledetti istanti per vedersela rubare. «Quella bicicletta ha un valore inestimabile per me - dice Johannes Ohlenschlaeger -. È un pezzo unico, con il telaio in bambù, firmata “Jamboo”. L’ha costruita un mio amico: siamo disposti a dare una ricompensa a chi la ritroverà». La bicicletta da gravel è sparita il pomeriggio di Pasqua da piazza dei Signori. Il proprietario l’aveva parcheggiata davanti alla banca Unicredit. Era legata con catena e lucchetto. Eppure è sparita in pochi minuti, mentre lui ammirava la performance di un artista di strada insieme alle figliolette. «Sapevo che una bici così particolare va tenuta d’occhio - dice il 40enne austriaco residente a Treviso -. Infatti ogni tanto controllavo che fosse ancora là. Poi mi sono distratto qualche minuto a chiacchierare con un amico e quando sono tornato a prenderla non c’era più». A quel punto il proprietario non ha potuto fare altro che denunciare il furto ai carabinieri, con la speranza che le telecamere cittadine abbiano immortalato il ladro e forniscano indizi utili a recuperare la refurtiva. Per ora resta la rabbia per il furto subìto. A cui si intreccia l’amarezza per un sogno che rischia di sfumare. Già, perché con quella bici Johannes contava di affrontare il Tuscany Trail, una delle sfide più ambite per gli appassionati di gravel: un’avventura di 500 chilometri sulle strade sterrate della Toscana. «Doveva essere il mio debutto - dice il 40enne -.

Era tutto pronto: ora invece dovrò rinunciare. Non ho più la mia bicicletta». 

L'appello: «Ricompensa a chi ritrova la bici»

In attesa degli sviluppi investigativi, Johannes e l’amico Jan Stanzel, l’artista-artigiano che l’ha realizzata, si sono affidati anche alla solidarietà dei social. I due hanno lanciato un appello al popolo della rete chiedendo aiuto per ritrovarla. Sulla pagina Instagram “jamboo-bike” (promette anche una ricompensa personalizzata per chi la ritroverà. Che potrebbe significare una bici personalizzata con il telaio in bambù. Come quelle che costruisce da ormai dieci anni, nell’officina di casa sua a Treviso. O in Germania, dove trascorre lunghi periodi per lavoro. Il 42enne tedesco, infatti, fa la spola tra la terra teutonica e la Marca trevigiana. Dipendente di un’azienda che realizza prototipi di automobili, sogna una vita sui pedali. «La mia speranza è di voltare le spalle alle automobili così come le conosciamo oggi e di dedicarmi a mezzi di trasporto sostenibili. Come la bicicletta» dichiara. Costruire bici utilizzando una materia prima naturale come il bambù è molto più di un hobby. La sua è una filosofia di vita. «Ho iniziato a costruire telai in bambù dieci anni fa per un discorso di ecosostenibilità - racconta -. Finora ne ho fatte una ventina, di tanti tipi: bici da corsa, da gravel e da città. Nessuna è uguale a un’altra». All’inizio lo aiutava il cognato, poi ha proseguito da solo. Da qualche tempo lo aiuta proprio l’amico Johannes: «Io costruisco le bici, lui si occupa dell’aspetto grafico. È una passione che portiamo avanti insieme». La bici rubata gli era costata 120 ore di lavoro e un anno intero di ricerca degli accessori con cui assemblarla: ruote, manubri, sella, pedali e tutto l’occorrente per adattarla alle esigenze di chi dovrà salire in sella. «L’ha aspettata tanto, anche perché l’ho costruita in un periodo molto impegnativo, in cui avevo molti impegni lavorativi e personali - dice Jan -. Un motivo in più per sparare di recuperarla». Speranza ma anche indignazione: «Non è ammissibile che qualcuno rubi una bicicletta in pieno giorno, in una piazza affollata e per giunta munita di telecamere». 

Ultimo aggiornamento: 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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