Addio al colonnello Bono, pilota degli F-104: nella sfida terra-cielo gareggiò contro la Ferrari di Villeneuve

Lunedì 28 Novembre 2022 di Mauro Favaro
Il colonello Gianfranco Bono con Gilles Villeneuve
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ISTRANA  - Addio al colonnello Gianfranco Bono, il pilota dei caccia che sfidò le Formula 1. Ieri, lunedì 28 novembre, nel pomeriggio si è spento uno dei protagonisti della storica gara del novembre 1981 tra gli aerei F-104 del 51esimo Stormo di Istrana e la Ferrari 128 Ck guidata da Gilles Villeneuve, accompagnata dall’Alfa Romeo di Bruno Giacomelli e da due Brabham, guidate da Nelson Piquet e da Riccardo Patrese.

Dopo quell’evento, Bono era diventato uno dei volti noti dell’Aeronautica militare italiana. «I piloti non muoiono, volano solo più in alto», è il messaggio che arriva dai familiari, che ancora conservano gelosamente un modello commemorativo della sfida tra i bolidi dell’aria e quelli dell’asfalto. Il ricordo di quella giornata, dopotutto, è ancora negli occhi di migliaia di trevigiani e di milioni di italiani. L’aeroporto di Istrana fu preso d’assalto per poter assistere al duello. Le Formula 1 misero in campo tutta la loro potenza. Ma gli assi dell’aria non furono da meno. Le forze armate schierarono 6 dei loro migliori uomini: accanto a Gianfranco Bono c’erano il tenente colonnello Luigi Tennerello, il maggiore Walter Santacroce, il maggiore Gianfranco Da Pos e il tenente Daniele Martinelli. Coordinati dal Maggiore Leandro De Vincentiis, tutti e sei si misero ai comandi del caccia Lockheed F-104S Starfighter. L’esito non era scontato. La Ferrari di Villeneuve, infatti, era la prima con motore turbo. Le regole d’ingaggio furono chiare: una distanza di poco più di un chilometro, tutto in rettilineo, con le ruote degli aerei sempre a terra. Le Formula 1 vinsero 5 delle 6 sfide. Alla Ferrari del pilota canadese, vennero tolti gli alettoni, in modo da ridurre l’attrito dell’aria. E Villeneuve strappò il record della giornata fermando il cronometro in 16,55 secondi. Un giornata epica, rimasta nel cuore di tutti, anche grazie al contributo di persone come il colonnello Gianfranco Bono. Il funerale del pilota si terrà in forma strettamente privata. «Per rispettare il suo carattere riservato», concludono dalla famiglia. Con la certezza che i piloti non muoiono, ma semplicemente si alzano un po’ di più nei loro cieli. 

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 07:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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