Sospesa l'interdittiva antimafia: il consorzio Ebg Group può tornare a lavorare

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Paolo Calia
Il cantiere della scuola elementare Don Milani di San Zeno fermato dopo l'interdittiva antimafia alla Ebg Group

TREVISO Il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia dell’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Bologna ai danni del consorzio emiliano Ebg Group di Nicola Messina, presente nella Marca con vari appalti, tra cui la manutenzione del verde in alcuni terreni dell’Usl poi revocata, e per qualche tempo con un ufficio in viale Luzzatti. La decisione del Consiglio di Stato è arrivata dopo che il Tribunale di Bologna ha accolto la richiesta di “controllo giudiziario” fatta dallo stesso consorzio, che così ha la possibilità di riprendere a lavorare sotto la vigilanza di un tecnico individuato dal giudice. L’incarico è stato affidato a un commercialista che dovrà produrre, a cadenza periodica e per un anno, delle relazioni sull’attività di Ebg Group. Al termine di questo periodo, il Consiglio di Stato deciderà se confermare la sospensiva, e quindi far decadere il blocco, o revocarla.


IL QUADRO

Si alleggerisce insomma la posizione del Consorzio e di tutto il suo gruppo. La “sospensiva” decisa dal Consiglio di Stato arriva dopo che il Tar aveva respinto un primo ricorso contro i provvedimenti della prefettura. Fondamentale è stata la decisione del Tribunale bolognese di concedere il “controllo giudiziario”, arrivata dopo aver riesaminato a fondo tutta la documentazione. Alcuni elementi presi in considerazione per la firma dell’interdittiva non sono stati considerati sufficienti per bloccare tutte le attività. «Il consorzio Ebg Group - dicono dalla società rappresentata dall’avvocato Piergiorgio Oss - ottiene la sospensiva dall’informativa antimafia e può tornare a operare. È stata riconosciuta l’estraneità del rappresentante legale, e direttore tecnico, a contesti criminali. Ciò vuol dire che il Consorzio può tornare in possesso della White List e della Soa. Quindi è meritevole di proseguire le sue attività».


IL CASO

Nella Marca la vicenda dei provvedimenti antimafia è scoppiata a inizio anno, quando la Prefettura ha bloccato l’attività di Lm Group, altro consorzio collegabile con la famiglia Messina. Nello specifico Lm Group stava eseguendo lavori di manutenzione alle elementari Don Milani di San Zeno, intervento poi sospeso e mai più ripreso. Inoltre, come ausiliaria di una cooperativa locale, Lm Group era coinvolta anche nella manutenzione del verde nelle aree dell’Usl 2, cominciando da quelle di Asolo, per un importo ben più modesto: 180mila euro. I due casi sono molto differenti: a Treviso Lm Group partecipò direttamente al bando assegnato nel marzo 2020 vincendolo. Ad Asolo invece ad aggiudicarsi l’incarico è stata la cooperativa Eos Coop Sociale di Castelfranco in prima battuta appoggiata proprio dal consorzio stabile Ebg Group di Bologna, colpito però a marzo scorso dall’interdittiva antimafia firmata dalla prefettura bolognese. La cooperativa, avvalendosi delle possibilità concesse dalla normativa, ha poi potuto sostituire l’ausiliaria chiamando Lm Group. Ma proprio per via del legame col Consorzio bolognese, la Lm Group è stata bersaglio, a sua volta, del provvedimento antimafia emesso dalla prefettura trevigiana. Con la sentenza del Consiglio di Stato in mano Ebg Group, adesso, può quindi tornare a operare anche nel trevigiano.

 

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