Treviso. Influenza, 9 mila casi in una settimana. Riaperto il Covid point all'aeroporto Canova

Sono più di 300 al giorno i cittadini che accedono al pronto soccorso

Sabato 31 Dicembre 2022 di Mauro Favaro
Pressione sugli ospedali per l'influenza stagionale

TREVISO - Altre tre settimane sotto i colpi dell'influenza stagionale. I contagi continuano a moltiplicarsi. Solo nell'ultima settimana sono stati oltre 9mila i trevigiani che si sono ritrovati a letto con febbre, tosse e mal di gola. Tra questi, quasi 1.100 bambini con meno di quattro anni. Secondo le proiezioni dell'Usl, la fase più critica durerà ancora una ventina di giorni. «Ci aspettiamo che il picco dell'influenza possa terminare per il 20 gennaio», conferma il direttore generale Francesco Benazzi. Intanto si riaccende l'allarme Covid. Con annessa ipotesi di tornare a usare le mascherine al chiuso. Nel trevigiano oggi si contano più di 5.300 persone in isolamento perché positive al coronavirus. Un conto fatto per difetto, visto che ormai da tempo non c'è più la corsa al tampone ufficiale. Ma adesso è la riapertura della Cina a mettere paura. Si teme che nel paese asiatico possano essersi sviluppate nuove sotto-varianti del Covid, diverse da quelle già presenti in Italia, potenzialmente in grado di aggirare la parziale immunità garantita da contagi e vaccinazioni.

Covid point in aeroporto e tamponi obbligatori

Per questo la Regione ha disposto la ripresa dell'attività del Covid point anche nell'aeroporto Canova di Treviso: il tampone è obbligatorio per le persone provenienti dalla Cina, pure se hanno fatto scalo altrove. «Siamo in grado di identificarle perché abbiamo le liste con i nomi», ha chiarito il governatore Luca Zaia. I tamponi eseguiti nello scalo verranno processati e sequenziati dal centro di Microbiologia dell'ospedale di Treviso, in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. L'Usl della Marca, inoltre, ha subito riattivato il Covid hotel all'interno del complesso dell'ex Guicciardini di Valdobbiadene (10 posti letto, per ora, pronti a salire fino a 30). I turisti che dovessero risultare positivi verranno accolto qui per il periodo di quarantena. Circostanza che ha allarmato i cittadini di Valdobbiadene, che si sono rivolti direttamente al sindaco Luciano Fregonese, il quale però assicura: «Non temiamo i contagi». Si predica calma. Fatto sta che è stato direttamente il ministero della Salute a mettere in guardia tutti attraverso l'ultima circolare: se il quadro epidemiologico peggiorerà, è la sostanza, potranno tornare le mascherina al chiuso, la riduzione degli assembramenti e lo smart working.

La pressione sugli ospedali

In tutto ciò il pronto soccorso dell'ospedale di Treviso resta più che mai sotto pressione. Sono più di 300 al giorno i cittadini che accedono all'area dell'emergenza urgenza. «Il 10% in più rispetto alla media del periodo», evidenzia Benazzi. Gli effetti dell'influenza si fanno sentire soprattutto tra gli anziani. Gli ospedali trevigiani hanno già contato il ricovero di oltre 50 persone in contemporanea proprio a causa del virus. L'occupazione dei posti letto nei reparti di medicina e di geriatria è al 100%: significa che ogni posto che si libera viene occupato nella stessa giornata. E sono stati almeno 4 i decessi già segnalati al sistema di sorveglianza della Regione. Per quanto riguarda il Covid, infine, sono quasi 110 i pazienti positivi ricoverati negli ospedali trevigiani (compresi 3 in terapia intensiva). Solo una piccola parte, però, presenta problemi respiratori. Il resto è composto da persone (definite Covid per caso) che si sono rivolte all'ospedale per altri motivi di salute e che una volta eseguito il tampone hanno scoperto di essere anche positive al coronavirus. Questo conferma che l'epidemia sta diventando endemica. 

Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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