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Industrie del padovano e del trevigiano resilienti: aumentano i nuovi assunti

Mercoledì 3 Agosto 2022
Il punto sulle industrie del trevigiano e del padovano

TREVISO/PADOVA - Resilienza. E' questa la parola d'ordine delle industrie del padovano e del trevigiano che stanno resistendo all'innalzamento dei costi delle materie prime della guerra in Ucraina e continuano ad assumere. L’industria reagisce quindi alla difficile congiuntura anche se gli impatti di guerra, shock energetico e inflazione si dispiegano con maggior forza.

I numeri della produzione

Nel secondo trimestre 2022 la produzione industriale di Padova e Treviso segna un +7,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, a segnalare un nuovo rallentamento della crescita rispetto al primo trimestre (+9,9%) e alla velocità sperimentata nelle rilevazioni precedenti. Un risultato sostenuto dalla domanda interna (+12,4%), mentre è più brusca la frenata del fatturato estero (+6,7% dal +18,1) soprattutto extra-UE (+3,9%). Gli ordini aumentano fra aprile-giugno ma a intensità ridotta (+10,1). La resilienza dell’industria si traduce anche nei dati sull’occupazione, in aumento tendenziale del 2,4%, metà delle imprese assumerà nei prossimi sei mesi. Il protrarsi dei fattori che frenano l’attività, l’energia carissima (PUN 10 volte maggiore rispetto al 2020), i rincari di materie prime (per il 95,3% delle imprese) e difficoltà di approvvigionamento, acuiti dalla guerra, il rialzo dei tassi misurano i rischi al ribasso, per l’impatto su costi e margini delle imprese. Fiducia e attese sui livelli di produzione e ordini e condizioni di investimento sono in costante deterioramento. L’incertezza, aggravata dalla nuova instabilità politica, pesa sulle prospettive per l’autunno con il rischio che questa resilienza delle imprese non duri a lungo.

Tengono botta le industrie padovane e trevigiane

Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria di Padova -Treviso (consuntivo secondo trimestre 2022 - previsioni secondo semestre) condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 538 aziende manifatturiere e dei servizi delle due province. «Il sistema industriale di Padova e Treviso continua a mostrare segnali di tenuta, in un contesto sempre più difficile per l’energia carissima, le difficoltà di approvvigionamento e il generale deterioramento delle condizioni di mercato, grazie alla sua flessibilità e capacità di adattarsi rapidamente al contesto e agli shock - dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro - Ma il dato di crescita tendenziale della produzione ancora solido, è comunque il più debole degli ultimi trimestri e gli indici di fiducia in discesa per il protrarsi dei fattori critici, a cui si aggiungono il rialzo dei tassi e l’instabilità politica, accrescono l’incertezza per un autunno che sarà complesso, con il rischio di un forte rallentamento dell’economia. Auspico che i partiti impegnati nella campagna elettorale mostrino consapevolezza della difficile realtà italiana e internazionale, evitando promesse mirabolanti ma irrealizzabili, e volontà di scelta dei candidati per preparazione, credibilità, autorevolezza e capacità rappresentativa dei diversi mondi vitali del Paese. E che il prossimo Governo, qualunque esso sia, operi con serietà e competenza nel solco degli impegni assunti dall’Italia in Europa, prosegua senza indugio nell’opera di attuazione del PNRR per non mancare target e scadenze, rientro del debito, riduzione del cuneo fiscale e di impulso agli investimenti e all’innovazione. L’energia è un tema di sicurezza nazionale, che mette in pericolo la produzione delle nostre imprese. Ecco perché chiediamo, con urgenza, un tetto al prezzo del gas, e di garantire la continuità delle forniture energetiche per il prossimo inverno, senza le quali rischieremmo un vero collasso. Oltre a misure per attutire l’impatto dei rincari su famiglie e imprese, e una politica energetica per l’autosufficienza, investendo su più fonti, compreso il nucleare, l’idrogeno, le rinnovabili». Concorde anche Federico Zoppas, Consigliere Delegato di Assindustria Venetocentro per l’Ufficio Studi. «I dati del secondo trimestre, pur tra le risapute difficoltà, evidenziano un quadro ancora positivo per l’industria di Padova e Treviso - commenta Zoppas - Ma si sta progressivamente esaurendo la spinta che ci aveva permesso di recuperare, nel 2021, il divario con il periodo pre-pandemia. Il contesto generale rimane decisamente complicato, per le spinte inflattive sui prezzi di energia e alimentari ma anche nuove variabili con cui le imprese dovranno fare i conti, come la brusca frenata della Germania, il rialzo dei tassi da parte della BCE e il rischio di un aumento del costo del credito che potrebbe frenare consumi e investimenti, e la situazione politica italiana, con il rischio potenziale di instabilità che sarebbe deleterio. Ne risentono le aspettative degli imprenditori per il futuro, che viene visto con preoccupazione sia per la domanda interna che per quella estera, con un’incertezza che si riflette anche sull’andamento della seconda parte del 2022. Reattività e prudenza rimangono le parole d’ordine per i prossimi mesi che ci aspettano. Auspicando un confronto elettorale di impegni credibili e concreti, per la stabilità finanziaria, la coesione e la crescita per le quali l’industria è il vero asset strategico».

Ultimo aggiornamento: 17:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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