Bimba di otto anni morta nell'incidente: la zia nel registro degli indagati

Venerdì 13 Agosto 2021 di Valeria Lipparini
Andreea Maria Cretu, la bambina di 8 anni morta nel terribile incidente stradale avvenuto mercoledì a Casale sul Sile
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CASALE - Dietro la curva, la morte. E ora la Procura del Tribunale vuole vederci chiaro. Capire dinamica e responsabilità di quell’incidente stradale che è costato la vita ad Andreea Maria Cretu, morta a soli 8 anni, pochi minuti dopo il ricovero in ospedale. La Volkswagen Golf sulla quale viaggiava la bimba, addormentata nel sedile posteriore, era condotta dalla zia Larisa Plotnicu, 30enne, residente a Lughignano di Casale. Nel sedile accanto alla conducente c’era la mamma di Andreea Maria, Zinaida di 31 anni e, dietro, anche la sorellina di 2 anni. Come primo atto, il sostituto procuratore del Tribunale, Valeria Peruzzo, ha iscritto nel registro degli indagati la zia della piccola, che avrebbe compiuto 9 anni in settembre, Larisa Plotnicu, insieme alla conducente dell’auto che sopraggiungeva in senso opposto M.P., 50enne di Roncade. Indagate entrambe, con l’ipotesi di omicidio stradale.


IL FRONTALE
Il frontale è successo mercoledì mattina, alle 8,50 lungo la provinciale Jesolana, nel tratto che a Lughignano prende il nome di via Nuova Trevigiana. In uscita da una curva, al civico 47, la Golf ha sbandato, andando ad occupare la corsia opposta, proprio mentre sopraggiungeva, una Fiat Tipo condotta da M.P., una 50enne di Roncade. Cosa sia successo lo diranno le perizie dei tecnici nominati dalla Procura o, eventualmente, dalle parti. Resta il fatto che sull’asfalto non sono evidenti segni di frenata e la collisione tra le due auto è stata talmente violenta che la Golf ha rinculato di un paio di metri, mentre è scoppiato un incendio nel vano motore della Tipo. Malore? Distrazione? E, ancora. Colpa di un cellulare? La polizia stradale che sta effettuando le indagini per accertare la dinamica, sta verificando altresì se qualche cellula telefonica avesse agganciato il cellulare di una delle due conducenti.


LE INDAGINI
Il pubblico ministero ha anche deciso di disporre l’autopsia sul corpo di Andreea Maria Cretu. L’esame dovrà determinare le cause della morte della bambina in quanto per il codice della strada i bimbi vanno trasportati rispettando le regole che prevedono la sistemazione in appositi seggiolini con la chiusura, poi, delle cinture di sicurezza. L’esame autoptico dovrà stabilire se la piccola fosse legata correttamente e fosse seduta sul seggiolino. Il sospetto è che non fosse assicurata correttamente e che questo le abbia procurato l’emorragia che sarebbe stata la causa della morte. Anche se il vigile del fuoco Sandro Zamuner, 56 anni, di stanza all’aeroporto di Venezia, che ha prestato soccorso in quanto residente un civico avanti rispetto allo schianto, aveva detto: «La bambina era in condizioni critiche, ma il segno della cintura era ben visibile. Aveva gli occhi rovesciati all’insù. Stesa a terra ha ricominciato a respirare affannosamente e subito dopo è arrivata l’ambulanza. Gli operatori sanitari le hanno praticato il massaggio cardiaco». Ma Andreea Maria non ce l’ha fatta.
Il pubblico ministero ha altresì disposto gli esami per rilevare i livelli di alcol presenti nel sangue delle due conducenti della Golf e della Tipo.


IN OSPEDALE
È ancora ricoverata in ospedale, per fratture agli arti, ma in via di guarigione, la sorellina di Andreea Maria, assistita dai due genitori, la mamma Zinaida e il papà Sergiu che lavora alla Service 2000 di Casale sul Sile. In ospedale anche la zia Larisa che ieri è stata sottoposta ad un intervento chirurgico alla caviglia, rotta in seguito all’incidente stradale. Il marito Victor si è recato in ospedale nel pomeriggio e ieri mattina è rimasto nella casa di Casale che condivideva con i Cretu, per sorvegliare i due figli di 2 e 5 anni. I Cretu erano ospitati provvisoriamente a Casale, in attesa di trasferirsi a Mogliano. Una vita che speravano di riscatto e che, invece, ha il sapore amaro della perdita e del dolore sconfinato. La mamma Zinaida ieri ha postato una foto struggente della figlioletta con un pigiama di Minnie e la televisione accesa alle sue spalle. «Ingerul nostru», cioè il nostro angelo in moldavo, la nazionalità dei Cretu. Insieme alle emoticon con le lacrime. Non basteranno le lacrime a sanare il dolore di una madre che ha perso la figlioletta. «È uno strazio infinito. Questa notte (la notte scorsa ndr) nessuno in casa ha chiuso occhio» ha detto, masticando le parole, lo zio Victor. E non è riuscito ad aggiungere altro.
 

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA