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Cugine uccise in A28, il bulgaro si rifiuta di rispondere. «Subito a processo»

Domenica 10 Aprile 2022 di Cristina Antonutti
Dimitre Traykov
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CONEGLIANO - Convocato in Procura per rendere interrogatorio, l’imprenditore bulgaro Dimitre Traykov, indagato per l’omicidio stradale pluriaggravato del 30 gennaio scorso in A28 ad Azzano Decimo, ieri mattina, 9 aprile, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Potrebbe essere uno degli ultimi passaggi di un’indagine avviata verso la chiusura. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Federico Facchin sembra infatti procedere verso la cancelleria del Gip con una richiesta di giudizio immediato che accorcerebbe i tempi del processo. È stata questa la sensazione della difesa - gli avvocati Gianni Massanzana e Loris Padalino - quando nell’invito a comparire hanno trovato un capo di imputazione già formulato e ben dettagliato.

LA PERIZIA

Per le famiglie di Sara Rizzotto, la 26enne di Conegliano che era alla guida della Fiat Panda tamponata da Traykov, e della cugina Jessica Fragasso, 20 anni, la giustizia avrà un passo veloce. La perizia dell’ingegner Pierluigi Zamuner ha già fornito agli inquirenti indicazioni precise sulla dinamica. Il violento impatto tra la Land Rover Freelander condotta da Traykov e l’utilitaria sarebbe avvenuto a 180 all’ora in un tratto rettilineo in cui il limite è di 130. Sara Rizzotto procedeva a 90 e in seguito all’urto la sua macchina è stata scaraventata a 125 metri di distanza, mentre il Suv si è fermato a 225 metri, ruote all’aria. La Procura attribuisce l’incidente alla condotta negligente e imprudente di Traykov, che viaggiava a una velocità eccessiva senza mantenere una distanza di sicurezza che consentisse di bloccare l’auto per evitare la collisione.

LE AGGRAVANTI
All’imprenditore, che risiede a Pordenone e ha una ditta di trasporti a Villotta, sono contestati l’omicidio stradale, la fuga in caso di omicidio stradale e l’omissione di soccorso. I reati sono aggravati dalla guida in stato di ebbrezza, dalle lesioni superiori ai 40 giorni provocate alle due bimbe di Sara sopravvissute alla tragedia (sono rimaste senza mamma a 2 anni e mezzo e 5 mesi) e dall’omissione di soccorso ai feriti. Oltre alle piccole, anche i genitori di Jessica sono rimasti feriti. Dopo l’urto contro la Panda, il Suv si è ribaltato e ha proseguito la corsa colpendo la Fiat 500 di Alain Fragasso che faceva strada all’auto con le ragazze. Lui e la moglie Barbara Rizzotto hanno riportato 8 giorni di prognosi in seguito alla distorsione del rachide cervicale. 

LA GUIDA IN STATO D’EBBREZZA
Secondo la perizia, anche la guida in stato di ebbrezza potrebbe aver ritardato i tempi di reazione di Traykov. L’incidente è successo poco prima delle 20. L’imprenditore è stato rintracciato dalla Polstrada di Pordenone alle 21.50 nella propria abitazione. L’alcoltest indicava un tasso alcolemico tre volte il limite e che Traykov ha giustificato con un bicchiere di vino bevuto al momento del suo rientro. Il successivo controllo in pronto soccorso, basato sulle analisi del sangue, ha stabilito un tasso di 1,23 g/l. Può essere attributo a quel bicchiere di vino o Traykov guidava ubriaco? La Procura, subito dopo l’arresto dell’imprenditore e l’applicazione della misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico, aveva disposto un accertamento medico legale per capire i tempi di assorbimento dell’alcol nel suo sangue e stabilire se aveva bevuto prima o dopo l’incidente. La difesa si era sottratta annunciando un’istanza di incidente probatorio che deve essere ancora inoltrata.
 

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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