Locale incendiato in piazza San Parisio: Daspo Willy e denuncia per il piromane

Mercoledì 20 Luglio 2022 di Valeria Lipparini
Il locale devastato dalle fiamme

TREVISO - Indagato il piromane che ha dato fuoco al plateatico del ristorante Kimeia, in piazza San Parisio. Il responsabile di quel rogo, scoppiato la notte tra domenica 10 e lunedì 11 luglio scorsi, ha un nome e un volto. Ed è lo stesso dell’uomo, un cinquantenne, già denunciato per l’incendio da Muscoli’s. L’ipotesi di reato per ora formulata dalla Procura è quella del danneggiamento. Ma si sta valutando se si possono contestare aggravanti specifiche. Non è l’unica “grana” pendente sul capo dello stesso piromane che il 25 maggio scorso ha appiccato un altro rogo, sempre nella stessa piazzetta all’esterno dell’abitazione dei titolari dell’osteria Muscoli. Quel 50enne è un personaggio che a Treviso conoscono un po’ tutti. Molto probabilmente ha problemi di natura psicologica, vive da solo in un appartamento dell’immediata periferia. Ma gli investigatori, dopo i recenti episodi, sono convinti della sua pericolosità sociale e per questo hanno richiesto alla magistratura l’applicazione di una misura cautelare. 


IL PROVVEDIMENTO
Ieri intanto, nei confronti del 50enne, è scattato un provvedimento amministrativo, un Daspo Willy della durata di due anni. Per quel periodo non potrà avvicinarsi ai locali di piazza San Parisi e non solo: una decina quelli in cui è stato messo “al bando”. A seguire le indagini sui due incendi sono stati gli agenti della squadra mobile di Treviso, coordinati dal dirigente Immacolata Benvenuto, che subito dopo il rogo del Kimeia, sono riusciti a collocare, grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine, il 50enne nei pressi di piazza S.Parisio proprio nell’imminenza dello scoppio delle fiamme, alle 3 e 50 del mattino. Il provvedimento di natura amministrativa potrebbe sommarsi a un altro provvedimento, comminato dall’autorità giudiziaria, sulla base dell’indagine in corso. Perchè il sostituto procuratore valuterà non soltanto l’incendio del Kimeia, ma anche altri precedenti a carico del 50enne, che il 25 maggio scorso ha provato a dare fuoco all’ingresso dell’abitazione di Mauro Tambarotto, titolare assieme al fratello della storica osteria Muscoli’s, a pochi metri dal ristorante. Identica la modalità dei due roghi: il liquido infiammabile sparso su una superficie abbastanza vasta e poi una scintilla per dare fuoco a tutto. 


ALTRE INDAGINI
E poi, ci sono le indagini in corso seguite dai carabinieri per una serie di altri episodi sempre ascrivibili allo stesso soggetto che vanno dai danneggiamenti di cose altrui, a episodi di comportamenti molesti e minacciosi. Il procuratore Marco Martani spiega: «L’indagine avviata sull’incendio del Kimeia ipotizza, per ora, il danneggiamento. Sarà da vedere se a questa ipotesi di reato si potrà sommare l’aggravante del pericolo d’incendio. Non è ipotizzabile, invece, la contestazione di incendio in quanto, per configurarsi, il reato prevede un fuoco di vaste dimensioni, che abbia tendenza a diffondersi e sia di difficile spegnimento». Il procuratore ha, inoltre, specificato: «Saranno comunque valutati i precedenti in capo al soggetto e, sulla scorta di questo, sarà preso in esame un’eventuale misura cautelare che, allo stato, non è stata ancora determinata». Tutte da definire, ancora, le cause o le ragioni di questi comportamenti. Si è detto che l’uomo, per quanto attiene al ristorante Kimeia, abbia voluto vendicarsi per esserne stato allontanato poche ore prima in quanto infastidiva i clienti seduti ai tavoli per la cena. Un’ipotesi al vaglio degli inquirenti, ma tutta da dimostrare.
 

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Ultimo aggiornamento: 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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