Furto in canonica, rom assolte: «Ora vogliamo 60mila euro di risarcimento»

Mercoledì 5 Luglio 2017 di Denis Barea
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Sessantamila euro. Trenta a testa. Tanto vale secondo una istanza di risarcimento la detenzione subita da due donne residenti a Montebelluna, una 53enne e una 30enne, arrestate per furto nel 2012 ma assolte in primo grado dal Tribunale di Belluno dopo che avevano scontato 6 mesi  di misura cautelare, un mese in carcere e cinque ai domiciliari. L'istanza è stata presentata in Corte d'Appello a Venezia dall'avv. Andrea Zambon. Il quale, fatti i conti,  presenta il conto allo Stato. Le due nomadi con regolare residenza a Montebelluna erano state arrestate perché ritenute responsabili del furto di 180 euro nella canonica della parrocchia di Alano di Piave.

La vicenda risale all'estate del 2012. In viaggio verso Taibon Agordino per partecipare ad una festa, le due donne, che si trovavano in compagnia di una minore, si fermano a fare visita al parroco di Alano di Piave. Al momento di uscire vengono notate dal sacrestano mentre salgono in auto e ripartono a forte velocità. Insospettito da quel comportamento,  controlla in sacrestia rendendosi così subito conto che in effetti erano spariti dei soldi destinati alle attività della parrocchia.

Intervenuti poco dopo, i carabinieri di Belluno riescono rapidamente a intercettare l'auto, facendo scattare le manette ai polsi delle due montebellunesi. Tradotte in carcere, dove successivamente verrà convalidato l'arresto, la 53enne e la 30enne finiscono a processo a Belluno ma  vengono assolte, non risultando prove concrete del furto. E adesso vogliono essere risarcite.

  Ultimo aggiornamento: 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA