La grotte trasformate in discarica per i vecchi elettrodomestici

Martedì 2 Ottobre 2018 di Claudia Borsoi
La grotte trasformate in discarica per i vecchi elettrodomestici

SAN PIETRO DI FELETTO - Grotte trasformate in discariche. Buchi sotterranei divenuti nei decenni luoghi in cui smaltire, lontano da occhi indiscreti, vecchi elettrodomestici. Ma ora basta. Ci hanno pensato i volontari di Legambiente del Vittoriese, insieme a quattro gruppi di speleologi veneti, a bonificarle. Domenica, in località Santa Maria di Feletto, dalle viscere della terra sono riemersi vecchi frigoriferi, mobili, lavatrici e immondizie di ogni genere, ora destinati a vere discariche, dove questi rifiuti saranno smaltiti regolarmente, senza inquinare terra e acqua. Nell'ambito della più nota iniziativa Puliamo il mondo targata Legambiente, nel Comune di San Pietro di Feletto si è svolta la manifestazione Puliamo il buio organizzata dalla Società Speleologica Italiana e con finalità uguali all'evento che Legambiente organizza annualmente in tutta Italia con l'intento di richiamare la gente a stili di vita più rispettosi dell'ambiente.
 
I VOLONTARIDi prima mattina, oltre una ventina di volontari si è data appuntamento a Santa Maria per la bonifica ecologica di cinque tra grotte e doline carsiche che scandiscono questa zona dell'Alta Marca Trevigiana, dove le grotte, un tempo cave, sono numerose. Gli speleologi, appartenenti ai gruppi San Marco di Venezia, Cai di Vittorio Veneto, Cai di Oderzo e Arianna di Treviso, muniti di imbraghi e corde, caschetto e torce, si sono calati negli anfratti per valutare prima la situazione, poi provvedere alla rimozione dei rifiuti abbandonati qui negli anni. In collaborazione con l'amministrazione comunale di San Pietro di Feletto, si è così provveduto a bonificare le cinque grotte divenute nel tempo delle discariche abusive. I volontari di Legambiente e gli speleologi hanno raccolto rifiuti di ogni genere, dalle classiche bottiglie di plastica a batterie d'auto, fino ad arrivare a tirare fuori con corde e paranchi anche dei vecchi frigoriferi, lavatrici, mobili e letti scaricati in queste grotte diversi anni fa. Tutti pezzi ormai arrugginiti, anche voluminosi, che componevano nelle viscere della terra una sorta di cimitero di rifiuti ingombranti.
GLI ORGANIZZATORI«Si è trattato spiega Stefano Ferrari, presidente del Gruppo Speleologico San Marco di un'importante operazione, in quanto è fondamentale sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pericolosità dell'inquinamento di questo tipo di territorio. Le grotte e le doline sono infatti i punti di raccolta delle acque piovane che poi, venendo in contatto con i rifiuti, spesso si contaminano per poi riemergere di nuovo in superficie fortemente inquinate». «Purtroppo aggiunge Nicola Tonin di Legambiente del Vittoriese c'è ancora molto da lavorare sull'educazione dei cittadini, che faticano a capire il danno ambientale che può essere provocato dai rifiuti abbandonati, oltre che l'ingiusto danno di immagine che viene inflitto al territorio». Con Puliamo il buio dunque cinque grotte sono state ripulite, con l'auspicio ora che nessuno le ritrasformi in discariche abusive.

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