Dopo 77 anni chiude il casoin di Gaiarine: «Cercasi acquirenti»

Martedì 29 Novembre 2022 di Pio Dal Cin
Dopo 77 anni chiude il casoin di Gaiarine: «Cercasi acquirenti»

GAIARINE (TREVISO) - Il 17 dicembre, dopo ben 77 anni di attività, chiuderà i battenti lo storico casoin di Francenigo gestito da Francesca Casagrande e Roberto Busetto. «Una decisione sofferta ma inevitabile» dice Francesca che ha proseguito l'attività aperta dal papà Antonio, classe 1927 (scomparso 4 anni fa) assieme alla mamma Luigia Manfè, oggi 95enne. «Sono in qui da 52 anni - continua Francesca -. Ho voluto proseguire l'attività avviata da papa' in via Bocca de Cal nel 1946 e poi trasferitasi qui. Ho iniziato a lavorare a 14 anni ed ora è arrivata l'ora di tirare i remi in barca. Ci spiace molto dover lasciare i nostri clienti abituali, negli anni diventati amici». Lo stop per più ragioni. La prima, come in questo caso, la mancanza di ricambio generazionale. Loris, il figlio di Roberto e Francesca, è dirigente in un'azienda locale. «Lancio un ultimo appello - aggiunge Roberto -. Se ci fosse qualcuno che volesse rilevare il negozio, venga a trovarci. Sarebbe bello che qualcuno decidesse di continuare l'attività fornendo al quartiere un servizio utile anche sociale». Il negozio infatti era diventato punto di riferimento nel quale ci si ritrovava a fare due chiacchiere o a chiedere un consiglio, scambiarsi numeri di telefono per eventuali posti di lavoro o semplicemente per socializzare, specie per le persone anziane e sole. Un servizio che durante i due anni di pandemia si è rivelato essenziale, consentendo alle persone di poter fare la spesa senza doversi allontanare dal proprio Comune.


IL RINGRAZIAMENTO
«Ci spiace molto apprendere che il casoin Casagrande chiuderà dopo 77 anni - le parole di Diego Zanchetta, sindaco di Gaiarine -. E' come se si spegnesse una luce nel nostro Comune, un pezzo di storia che se ne va per sempre. Purtroppo, il cambio di generazione non favorisce la sopravvivenza di questi capisaldi del vivere insieme e socializzare, assieme a tutte le difficoltà generate dalla crisi energetica e da altre dinamiche. Capisco benissimo la scelta dei gestori, ai quali va il mio ringraziamento, quello dell'amministrazione e di tutta la comunità per aver tenuto duro per tutti questi anni». Roberto riporta anche un altro problema nella gestione del casoin. «L'ultima bolletta dell'energia elettrica mi è costata 3800 euro contro i 950 euro che pagavo prima. Avremmo comunque chiuso, ma questi aumenti spropositati non aiutano a mantenere in vita queste piccole realtà». Roberto e Francesca sono grati a tutti coloro che, saputa la notizia della chiusura, hanno espresso la loro solidarietà, gratitudine e un pizzico di amarezza nel veder cancellato un luogo che ha fatto parte della storia del paese per oltre mezzo secolo.

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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