Forza Italia, la grande fuga degli iscritti: da 900 ad appena 50

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Paolo Calia, Elisa Giraud
MOMENTO DIFFICILE Fabio Chies, coordinatore provinciale di Forza Italia, deve uscire dalla crisi
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TREVISO - C’è chi il bicchiere lo vede mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Forza Italia è il grande malato della politica trevigiana. Le ultime elezioni regionali l’hanno relegata ai confini dell’impero con un misero 1,8%, a un passo da quella fascia di partiti definiti “residuali”. E poi il grande punto interrogativo sugli iscritti, dati in fuga. A oggi, i bene informati, dicono che non sono più di una cinquantina i tesserati in tutta la provincia. La base di partenza era circa 900 nel 2020. Messa così sarebbe un tracollo. Un partito che evapora. La crisi azzurra è poi ingigantita dal confronto con altri partiti, come Lega e Pd. Il Carroccio, che ha in corso la campagna tesseramento, conta di arrivare a 1200 militanti (iscritti con diritto di voto nei congressi) e 2500 sostenitori, tesserati che devono ancora attendere i fatidici due anni prima di passare a militanti. I Dem invece hanno 1500 iscritti: «È un dato in linea con quello del 2019 - spiega Alessandro Basso, della segreteria provinciale Pd - e che conferma il grande lavoro svolto con passione e generosità dei Circoli anche con la pandemia che ha, per forza, limitato l’attività politica di tutti i partiti. È un dato, assieme ai nostri 13 mila sostenitori votanti alle Primarie, che rivendichiamo con orgoglio».

LA DIFESA

Fabio Chies, coordinatore provinciale di Forza Italia, però non ci sta a passare come coordinatore di un partito che tracolla. E ribatte: «Forza Italia con cinquanta tesserati? Chi mette in giro questi numeri dice solenni fesserie - sbotta - e il motivo è molto semplice: la campagna di tesseramento 2021 è appena iniziata e si concluderà solo a novembre. E i numeri non li conosco nemmeno io. Non capisco come possano conoscerli altri». Gli azzurri trevigiani, a prescindere dalle tessere, hanno comunque passato mesi travagliati. Prima la crisi di giunta a Conegliano culminata col siluramento di Chies, che ha dovuto abdicare dal suo ruolo di sindaco. Poi gli scossoni interni, con una quarantina di tesserati in disaccordo con la linea Chies che hanno scelto di allontanarsi dal partito. Infine la nascita del partito del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che mira dichiaratamente a occupare lo spazio liberato da una Forza Italia in ritirata. E il passaggio a Coraggio Italia di un punto di riferimento come Raffaele Baratto, unico deputato trevigiano di FI, è stata la mazzata finale. Chies però reagisce: «Si parla tanto di Forza Italia, troppo. Evidentemente facciamo sempre paura a qualcuno. Ci danno per morti, ma non lo siamo. Abbiamo invece una classe dirigente giovane, motivata. Abbiamo amministratori a Treviso, in consiglio provinciale, in tanti comuni. C’è l’entusiasmo di sempre. I nostri giovani fanno gazebo e stanno sul territorio. Non vedo tutto questo disastro». Resta però quella macchia. Quel 1,8% che suona come una condanna: «È un problema - ammetta Chies - ma stiamo lavorando per risollevarci. E, storicamente, Forza Italia a Treviso non ottiene mai grandi risultati alle regionali. Abbiamo pagato più di altri territori l’effetto Zaia, che ha tolto consensi a tutti».

IL FUTURO

E adesso turbare ancora la quiete arriva l’ipotesi di una federazione tra Forza Italia e Lega. Chies è ottimista: «È una proposta interessante sicuramente da valutare perché unisce le forze di centrodestra. Cementare il nostro accordo è sicuramente positivo, anche perché Forza Italia e Lega sono due componenti importanti del governo». E proprio a Conegliano, dove sono puntati i riflettori per le prossime amministrative, l’ipotesi di un accordo di questo genere fa discutere: «Abbiamo sempre sostenuto la necessità di compattare le forze di centrodestra – ribatte Roberto Bet, consigliere regionale e punto di riferimento del Carroccio coneglianese – in particolare su Conegliano. Sono dell’idea che il centrodestra qui debba correre unito. A Conegliano ci vogliono meno liste civiche, meno frammentazioni – dice – se ognuno va con il suo gruppetto, c’è il rischio che si ripetano le circostanze che hanno portato alla caduta dell’amministrazione Chies».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA