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«I tubi perdono acqua»: due anziani derubati in casa dai falsi tecnici

Mercoledì 29 Giugno 2022 di Maria Elena Pattaro
Finti operatori derubati in casa

SAN BIAGIO DI CALLALTA - «C'è una perdita, siamo qui per sistemarla». Invece hanno svaligiato le abitazioni. Due anziani derubati in casa dai falsi tecnici di acqua e gas, che sono scappati con contanti e gioielli. Per un bottino da migliaia di euro. Doppio raggiro ieri mattina, 28 giugno, tra San Biagio di Callalta e Villorba: due le abitazioni finite nel mirino di truffatori senza scrupoli. Nelle loro trappola sono caduti un 86enne di San Biagio e di una 78enne di Villorba. Ora è caccia ai responsabili.


LA TRUFFA
I malviventi, due o tre stando alle testimonianze delle vittime, sono entrati in azione tre mezzogiorno e l'una, certi di trovare in casa le loro vittime. Hanno suonato il campanello presentandosi come addetti dell'acqua e del gas. «Siamo qui per sistemare le perdite nelle tubature»: è bastata questa frase a convincere gli anziani ad accoglierli in casa. A maggior ragione in un momento in cui il caro bollette mette a dura prova anche i pensionati e la siccità impone di evitare qualsiasi spreco. I modi gentili del falsi addetti hanno fatto il resto, tanto che gli anziani non si sono insospettiti di nulla, convinti di trovarsi di fronte a incaricati ufficiali. Invece no, come hanno poi scoperto a lor spese.


ORGANIZZATI
La banda era ben organizzata e in entrambi i casi il copione seguito è stato lo stesso. Mentre uno di loro distraeva il malcapitato, gli altri due anziché controllare le perdite, frugavano dentro armadi e cassetti alla ricerca del bottino. Missione compiuta, purtroppo. Dalla casa dell'ottantaseienne di San Biagio i falsi tecnici sono scappati con una refurtiva a cinque cifre: contanti e gioielli per qualche migliaio di euro anche se la quantificazione precisa è ancora in corso. Dall'abitazione dell'anziana di Villorba invece i danni sono stati più limitati: soltanto qualche centinaia di euro sottratti alla 78enne. E se il valore economico ha comunque una certa rilevanza, a pesare di più è quello affettivo: alle vittime sono stati portati via i monili che avevano più cari. Quando le vittime si sono accorte del raggiro era già troppo tardi: i truffatori si erano già dileguati. A quel punto ai malcapitati non è rimasto altro che rivolgersi ai carabinieri descrivendo le fattezze dei malviventi. I militari della compagnia di Treviso stanno indagando sui due episodi. Nel frattempo l'Arma raccomanda ancora una volta di non fidarsi di sedicenti tecnici, verificandone sempre l'identità contattando gli enti interessati. E in caso di dubbio o sospetti rivolgersi sempre alle forze dell'ordine.
 

Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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