La fidanzata di Davide, morto a 17 anni: «Quel poliziotto ha ucciso anche me»

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Maria Elena Pattaro
Davide Pavan e la fidanzata
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«E’ come se quel poliziotto avesse ucciso due persone: Davide per me era tutto. L’ho abbracciato fino alla fine: era steso sull’asfalto, immobile. Ho cercato di scaldarlo col mio corpo. Sono rimasta con lui anche se non c’erano più speranze. Condividevamo tutto e adesso ogni cosa mi parla di lui». Le parole si mescolano ai singhiozzi fino a toglierle il respiro. L.B. è la fidanzata di Davide Pavan, il 17enne di Morgano travolto e ucciso domenica sera a Paese mentre tornava a casa in scooter. Da un poliziotto ubriaco. Al volante della Volkswagen Golf che lo ha falciato c’era Samuel Seno, 28 anni, agente della questura di Treviso e rugbista: stava rincasando dopo la festa del Rugby Paese. Arrestato per omicidio stradale, è già tornato in libertà. «Come si fa? Spero che quell’uomo abbia tanti rimorsi, che venga fatta giustizia, anche se nulla potrà restituirmi il mio Davide» - dice la studentessa del Palladio, che a soli 16 anni si trova ad affrontare un dolore indicibile. Lei è stata tra le prime a precipitarsi sul posto insieme ai genitori: aveva capito che qualcosa stava andando storto dall’app di geolocalizzazione “Life 360”. Davide, partito da casa della ragazza, a Castagnole di Paese, poco prima delle 22 era fermo in via Olimpia da parecchi minuti. E non rispondeva al telefono. «Avevamo deciso di usare la app così potevo stare tranquilla quando si spostava in moto». Un gesto di premura tra fidanzati che domenica ha catapultato la ragazza nel pieno del dramma. La vita di Davide è stata spezzata dopo una semicurva, all’altezza delle serre del Gruppo Padana in giornata che fino a qualche minuto prima era stata speciale. 


L’ANNIVERSARIO
«Era il nostro anniversario: un anno e sette mesi - racconta la 16enne -. Non abbiamo festeggiato chissà come, ma ci tenevamo a stare insieme: abbiamo passato l’intera giornata insieme, a casa mia, in semplicità chiacchierando come ci piaceva fare». Davide si era presentato da lei, a Castagnole, con dei fiori: un gesto semplice, delicato, proprio come lui. «Ci siamo conosciuti grazie a mio cugino e ci siamo piaciuti subito - riavvolge il nastro di una storia d’amore totalizzante -. Mi ha capita subito, al cento per cento. Davide era la mia ombra: facevamo tutto insieme, condividendo le nostre passioni: la sua era la moto, la mia il disegno. Una persona come lui non la troverò mai più». La coppia stava programmato l’estate: «Volevamo andare in Umbria, a trovare una mia zia». Sogni ormai polverizzati: nessun futuro insieme. Così la giovane si aggrappa al passato. Tutto le parla di Davide: le foto, gli oggetti, gli amici in comune. E il dramma di domenica sera le bussa di continuo alla mente, come un incubo: «L’ho visto steso a terra. L’ho abbracciato, speravo si riprendesse. Sono rimasta con lui, anche quando non c’era più speranza. E adesso non riesco ancora a rendermi conto che non c’è più». 


RABBIA E INDIGNAZIONE
La vicinanza di parenti e amici aiuta ma non basta a guarire una ferita dolorosissima. «In tanti mi sono vicini: voglio dire grazie a tutti». Nella sua casa di via Toti, a Castagnole, c’è un via vai di amici. «Facciamo il possibile per starle vicino: cerchiamo di distrarla un po’ ma non è facile perché qualsiasi cosa le ricorda Davide visto che facevano praticamente tutto insieme - dice Veronika, una delle sue migliori amiche, che abita qualche civico più in là -. Lei e Davide erano davvero una bella coppia: erano molto uniti e si volevano davvero bene». La morte del ragazzo li ha lasciati sotto choc: «Siamo tutti sconvolti: Davide non meritava di morire così. Ucciso da un poliziotto ubriaco, proprio lui che in motorino era così prudente». E nella cerchia di amici centauri c’è chi è rimasto talmente scosso da non fidarsi più di toccare la moto «per paura di fare la stessa fine». Dolore, indignazione e tanta tanta rabbia. Tra i ragazzi e i loro genitori: «Era il figlio che tutti vorrebbero avere: gentile, educato, premuroso. E’ inaccettabile che sia morto così. Deve essere fatta giustizia». 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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