Falsi diplomi per lavorare a scuola. Il Provveditore: «C'è chi è passato di ruolo. Graduatorie da ripulire»

Il caso dei 101 furbetti che hanno conquistato assunzioni a tempo determinato come personale Ata. Parla la n. 1 dell'ufficio scolastico provinciale, Barbara Sardella

Sabato 23 Ottobre 2021 di Maria Elena Pattaro
Barbara Sardella, dirigente dell Ufficio scolastico provinciale di Treviso
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TREVISO -  «Alcuni di questi soggetti potrebbero essere già di ruolo purtroppo, proprio per i mesi di servizio maturati sfruttando i falsi diplomi e titoli. È un risvolto preoccupante ma grazie all’inchiesta della Finanza confidiamo di ripulire le graduatorie avendo tra i candidati solo chi merita davvero di stare lì e di lavorare».

A parlare è Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Treviso. È partita proprio da qui la segnalazione che ha portato le Fiamme Gialle a denunciare i 101 “furbetti” delle graduatorie Ata, assunti a tempo determinato negli istituti scolastici della Marca. 

Dottoressa Sardella, queste persone sono ancora in servizio?
«La maggior parte è ancora in graduatoria. Siamo in attesa delle conclusioni dell’autorità giudiziaria per prendere provvedimenti ora che l’indagine è terminata. Nel frattempo abbiamo sollecitato controlli a tappeto da parte delle scuole sulle nuove graduatorie Ata permanenti, quelle relative al triennio 2021-2023». 

Con quali esiti?
«Su 113 nuove domande di inserimento, ne abbiamo depennate una ventina perché il diploma presentato dai candidati era palesemente falso. Gli interessati anche presentato ricorso, ma lo abbiamo vinto e il contratto è stato revocato. Altre posizioni sono in stand-by». 

Questa operazione delle Fiamme Gialle è stata una sorta di terremoto per il sistema scolastico trevigiano...
«È doveroso da parte mia il plauso alla Guardia di Finanza perché quando ci siamo trovati di fronte al fenomeno dei diplomi falsi non ero fiduciosa che si sarebbe arrivati a un risultato così importante. La situazione è molto confusa proprio perché le candidature si basano sull’autocertificazione di titoli di studio e di servizio che è complicato verificare in assenza di documentazione. Venirne a capo era un’impresa ma ci siamo riusciti anche grazie alla collaborazione dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate per i controlli incrociati». 

Qual è stato il campanello d’allarme che ha fatto scattare le prime segnalazioni?
«Ci siamo accorti di soggetti che risalivano la graduatoria attestando di aver svolto servizio o conseguito diplomi di qualifica professionale con il massimo dei voti in alcuni istituti paritari. Questo ha innescato i primi controlli che poi hanno messo a nudo il sistema dei cosiddetti “diplomifici”».

Il personale assunto si concentra soprattutto negli istituti di Treviso, Castelfranco, Conegliano e Oderzo. 
«Sì ma è la situazione è diffusa su tutto il territorio provinciale. Del resto non si tratta di un problema che riguarda esclusivamente la Marca o il Veneto ma anche altre parti d’Italia. Abbiamo notizia di situazioni simili anche in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte». 

I 101 indagati dovranno essere sostituiti. Questo creerà disagi organizzativi?
«No, non ci dovrebbero essere particolari problemi organizzativi nel momento in cui è necessario sostituire questi profili. Si tratta nella maggior parte dei casi di collaboratori scolastici. E le casistiche sono differenti: alcuni di loro hanno esibito un diploma falso, quindi verranno depennati dalle graduatorie. Altri invece hanno dichiarato un periodo di servizio che in realtà non hanno svolto, quindi il punteggio sarà da rettificare». 

Dai risultati dell’inchiesta emergono anche tutti i limiti di un sistema basato sull’autocertificazione...
«L’autocertificazione ci rende responsabili però bisogna saperla utilizzare con responsabilità».

Ultimo aggiornamento: 18:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA